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Aeradria: Gnassi critica Carim, mesi fa anche voi eravate in grossa crisi

Attualità Rimini | 20:11 - 11 Aprile 2013 Aeradria: Gnassi critica Carim, mesi fa anche voi eravate in grossa crisi

Il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi, risponde duramente alla nota della Carim, che manifestava eccessive perplessità sul piano di rilancio di Aeradria, società di gestione dell'Aeroporto.

Nessuno quanto ‘Banca Carim’ può capire l’attuale difficoltà imprenditoriale e gestionale in cui versa Aeradria. E nessuno quanto ‘Banca Carim’ può capire quanto sarebbero deleterie e nocive per la salute e lo sviluppo delle nostre comunità, se prevalessero logiche ‘sfasciste’ o subordinate a far valere una seppur legittima ragione individuale rispetto a un quadro molto più complesso e di interesse complessivo. 

Proprio l’istituto di credito ha vissuto, non più tardi di 24-36 mesi fa, una crisi molto più consistente, che ha rischiato di buttare nel cestino oltre un secolo di storia e i sacrifici dei grandi e soprattutto piccoli risparmiatori. Al di là delle responsabilità, allora il Comune e la Provincia di Rimini hanno messo la loro faccia per stringersi intorno a un programma di salvataggio per coprire una traumatica svalutazione del capitale consolidato di alcune centinaia di milioni di euro. Qualcuno forse dimentica che si è passati dall’avanzo di bilancio 2009 al dramma di un gigantesco dissesto, scoperto improvvisamente e repentinamente nel 2010. Risuonano ancora oggi le constatazioni dei commissari di Banca d’Italia: gran parte del credito dato a una piccolissima parte di economia (tra l’altro orientata alla rendita immobiliare) oggi, dopo aver generato il buco, mette nelle condizioni la gran parte dell’economia (orientata alla rendita di impresa) di non ricevere credito. 

Le colpe? Le responsabilità? Lì ci si è rimboccati le maniche e, specie i piccoli azionisti che rappresentano l’anima e il cuore della banca, hanno accettato - prima dei processi alle colpe - il sacrificio azionario, mettendosi ancora una volta le mani in tasca e nel portafoglio per sanare i disastri combinati da e per… le spiegazioni sono ancora confuse. C’era un bene da salvare, c’era un pilastro della comunità da tutelare, c’era un supporto dell’economia locale da non far morire: lo si è fatto, senza indugi o retropensieri. 

Lo stesso atteggiamento che permea oggi la riflessione del Consiglio di Amministrazione di ‘Banca Carim’ nei confronti della debitrice Aeradria. Anch’io colgo la volontà ferrea di salvaguardare un’infrastruttura come l’aeroporto che con le sue ricadute economiche dirette e indirette certificate (oltre 800 milioni di euro all’anno) non solo contribuisce a mantenere fortemente competitiva l’area riminese e decine di migliaia di imprese e di lavoratori, ma in qualche modo garantisce il lavoro degli stessi istituti di credito locale. Bene dunque la posizione propositiva di ‘Banca Carim’ che sicuramente capirà meglio di altri le difficoltà d’impresa di Aeradria in un momento di gravissima crisi generalizzata. Quelle stesse difficoltà, ad esempio, che il Comune di Rimini ha ben compreso e accettato allorché la Fondazione Carim, dopo anni di annunci, si è sfilata in un battibaleno dalla realizzazione del nuovo Auditorium, lasciando uno “squarcio” in una parte strategica della città, al quale si dovrà riparare con una visione integrata di sviluppo, senza fermarsi a verificare di chi è la colpa. O le difficoltà dovute alla situazione disperata di alcune grandi aziende private debitrici della banca che hanno esse stesse scelto la strada del concordato di continuità per cifre molto più elevate di Aeradria, senza per questo ritrovarsi dubbi e perplessità del creditore sui giornali.

La storia non è una pagina bianca che dall’oggi al domani si scrive come si vorrebbe, ma è fatta di processi che certo si deve avere il coraggio di interpretare e aprire, sapendo però che ci sono pagine già scritte. Se oggi Banca e Fondazione sono in un meccanismo di governance nuovo fatto di autonomia e competenze, queste non solo le assumiamo ma crediamo sia indispensabile per un cammino di comune responsabilità nel nome del bene collettivo. Basta non farsi prendere la mano da tentazioni e forzature. Non lo si è fatto tra 2010 e 2011 per Banca Carim, non lo si deve fare oggi per Aeradria. Al contrario si costruiscano relazioni tra pubblico, privati e banche affinché si possano cogliere le opportunità per i progetti di trasformazione urbana che rappresentano la chiave per attirare a Rimini turisti e cittadini temporanei. Magari facendoli sbarcare nel nostro aeroporto. 

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