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Sul palco del Teatro Sociale di Novafeltria arriva il giornalista Corrado Augias

Spettacoli Novafeltria | 09:24 - 01 Febbraio 2013 Sul palco del Teatro Sociale di Novafeltria arriva il giornalista Corrado Augias

Dopo un fortunato debutto al prestigioso Festival dei 2Mondi di Spoleto ed un’altrettanto fortunata tournée nazionale, giunge al Teatro Sociale di Novafeltria Corrado Augias con lo spettacolo O Patria mia…Leopardi e l’Italia, scritto dal celebre giornalista (sul palco insieme a Marta Dalla Via), diretto da Angelo Generali e prodotto dalla bolognese Promo Music di Marcello Corvino. Sipario domenica 3 febbraio alle ore 17. 
Per molti anni Giacomo Leopardi è stato solo l’immenso poeta che tutti conosciamo. Solo in tempi relativamente più recenti si è cominciata ad apprezzare anche la sua attività saggistica che, secondo autorevoli giudizi, toccherebbe il livello di una vera, organica filosofia.
Questo spettacolo, scritto e interpretato da Corrado Augias, getta una luce sul suo pensiero, in particolar modo sulla sua visione politica dell’Italia.
I giudizi che il poeta dà sull’Italia e sugli italiani sono diversi e variano con il passare degli anni. Ma non c’è dubbio che negli anni giovanili e soprattutto in alcune opere si senta forte in lui un vivo amor di patria. Ne sono esempio le due famose composizioni patriottiche All’Italia e Per il monumento di Dante. Ma altrettanto dura, lucida e incredibilmente attuale è l’analisi verso il proprio popolo che traspare nel Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl’italiani. Nel Discorso si descrive un paese privo non solo di abitudini, ma anche di quell’insieme di norme, mentalità e usi che danno forma alla cultura di un popolo. La mancanza di società, di valori laici condivisi come male eterno che affligge gli italiani, ieri come oggi.
Partendo da questi versi ma inserendo anche considerazioni prese dallo Zibaldone e versi estratti da alcuni dei Canti più belli, Corrado Augias costruisce un testo capace di restituirci un ritratto sorprendente del poeta, il suo rapporto con l’Italia, con la vita, con gli amori. Il senso forte di un’immaginazione che fu per molti anni la sua sola, vera realtà.

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