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Ausl unica Romagna ok: firmano i quattro presidenti di conferenza territoriale socio-sanitaria

Sanità Emilia Romagna | 17:18 - 02 Dicembre 2012 Ausl unica Romagna ok:  firmano i quattro presidenti di conferenza territoriale socio-sanitaria

La Romagna dice sì all'Ausl unica della Romagna. Il 21 novembre scorso Carlo Lusenti, assessore regionale alla Sanita', ha ricevuto il via libera all'unificazione delle aziende. Prova è un documento di 12 pagine firmato dai quattro presidenti di conferenza territoriale socio-sanitaria (Ctss) di area vasta, sottoscritto il 19 novembre dal sindaco di Rimini Andrea Gnassi (presidente della conferenza di Rimini che ha rilevato l'incarico dopo le dimissioni del presidente della Provincia Stefano Vitali un paio di settimane fa), dal sindaco cesenate Paolo Lucchi (conferenza di Cesena), da quello di Forlimpopoli Paolo Zoffoli (conferenza di Forli'), dal presidente della Provincia di Ravenna Claudio Casadio (conferenza di Ravenna).

Nel prossimo triennio si assisterà ad una contrazione netta delle risorse disponibili di almeno il 10%, che si andrà ad aggiungere ai cali del finanziamento pubblico e della crescita del costo dei beni e dei servizi. Conseguenzialmente si dovrà sopperire alla riorganizzazione degli ospedali sulla base del taglio dei posti letto previsti, la programmazione delle case della salute e "l'assorbimento dell'Irst/Irccs" di Meldola "nell'eventuale Ausl unica"(in questo caso saranno i privati a fungere da sponsor di una apposita Fondazione).

Occorrerà, per agevolare la buona riuscita della Ausl unica, confrontarsi, secondo i quattro presidenti Ctss di area vasta Gnassi, Lucchi, Zoffoli e Casadio, con altri casi di fusione che hanno o non hanno funzionato. La Regione dovrà assumersi gli impegni sul fondo di riequilibrio, inoltre fino all'entrata in funzione dell'assetto finale, il governo di transizione dovrà avere come punto di riferimento l'attuale tavolo identificato da presidente e assessore regionali, presidenti di Ctss, sindaci dei quattro Comuni maggiori e presidenti delle Province, dg di assessorato e di Ausl.
Nessuno degli attuali dirigenti delle aziende coinvolte sarà alla testa della Ausl unica, è in corso uno studio per l'identificazione della figura manageriale di riferimento appropriata.