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Elezioni: anche a San Marino forte rischio di astensione

Attualità Repubblica San Marino | 19:08 - 08 Novembre 2012 Elezioni: anche a San Marino forte rischio di astensione

Si chiude alla mezzanotte di domani la campagna elettorale a San Marino, che porterà alle urne oltre 33.000 cittadini della piccola repubblica per il rinnovo del Consiglio grande e generale, il parlamento. In queste elezioni, con un anno d'anticipo rispetto alla scadenza naturale del mandato, si scontrano tre grandi coalizioni che ricomprendono i partiti tradizionali e tre movimenti indipendenti. La partita quindi si gioca a sei, tra cui spicca la cosiddetta 'grande coalizione' ossia 'San Marino Bene Comune', che ha raccolto sia i partiti del governo uscente, Democrazia cristiana, Alleanza popolare e la lista 'Noi sammarinesi' che il Partito dei socialisti e dei democratici (all'opposizione nell'ultima legislatura). Scelta diversa invece per i partiti che fanno capo a due ex ministri del governo uscente, Romeo Morri (Lista dei moderati) e Augusto Casali (Partito socialista), che con le loro dimissioni di fatto hanno provocato la crisi di governo e le elezioni anticipate. Entrambi hanno optato per correre con schieramenti provenienti dall'opposizione. Morri e Casali correranno con la coalizione 'Intesa per il Paese' insieme con Unione per la Repubblica. La terza aggregazione, 'Cittadinanza attiva', è composta da due liste: Sinistra Unita e il neonato movimento Civico 10 nato da alcune defezioni in Alleanza popolare. I tre movimenti civici che hanno scelto di andare da soli sono Rete (15 candidati), San Marino 3.0 (6 donne e 10 uomini, nessun volto noto della politica) e Movimento 'Per San Marino' (18 candidati), impegnato in un "programma di cambiamento nella trasparenza e nella legalità". Queste elezioni hanno anche un altro partito, silenzioso e non candidato, ma che getta inquietudine tra gli schieramenti: l'astensionismo. San Marino, abituato da sempre ad un'alta affluenza, in questa tornata dovrà fare i conti con un crescente distacco della popolazione dalla vita politica a causa delle numerose inchieste giudiziarie che hanno coinvolto noti uomini delle istituzioni, oltre alle conclusioni della Commissione d'inchiesta parlamentare che ha messo in luce i legami tra politici e mafia. In questi giorni sono molti gli appelli al voto, dai sindacati a quello del ministro degli Interni. Se i sammarinesi dovessero disertare in massa le elezioni dell'11 novembre, la possibilità di un ballottaggio diventerebbe più concreta. Uno smacco per i partiti tradizionali che, pur coalizzati, non verrebbero confermati al primo turno.


ANSA