Giovedý 25 Febbraio00:12:39
Android
 | 
iOs
 | 
Mobile

La Provincia di Rimini si dissocia: niente sciopero del riscaldamento nelle scuole vs Monti

Attualità Rimini | 15:11 - 08 Novembre 2012 La Provincia di Rimini si dissocia: niente sciopero del riscaldamento nelle scuole vs Monti

La Provincia di Rimini critica la posizione del presidente dell'Upi Saitta, che ha annunciato una clamorosa forma di protesta contro i tagli della spending review: spegnimento del riscaldamento e successiva chiusura degli istituti scolastici. Un'idea che il Presidente Vitali, in una nota stampa, definisce una colossale sciocchezza.

L’Amministrazione provinciale di Rimini giudica una colossale sciocchezza la ‘sparata’ del Presidente dell’UPI, Antonio Saitta, circa l’ipotesi di spegnimento del riscaldamento delle scuole superiori per protesta contro i tagli decisi dalla spending review. Una colossale sciocchezza perché in questo modo si contrappone una mera ritorsione a una vera e propria vergogna come quella riservata dal Governo italiano alle Province, eliminate senza però indicare a tutt’oggi uno straccio di futuro ai dipendenti, agli investimenti, ai territori. Non si capisce che proporre di chiudere le scuole e sforbiciare dunque il calendario scolastico significa solo danneggiare studenti, famiglie, cittadini ? E’ una proposta boomerang che rischia di mandare al macero le legittime battaglie delle Istituzioni locali rispetto al tema dei servizi, del personale, della Costituzione, della storia di un Paese intero. Minacciare, vendicarsi è quanto di più lontano possa essere scambiato per corretto atteggiamento istituzionale, di rappresentanti eletti dai cittadini. Il tema vero è quello delle ormai inesistenti risorse economiche che lo Stato trasferisce alle Province per la manutenzione scolastica e l’assoluto buio di notizie e proposte riguardanti il ‘dopo’ 31 dicembre 2013. Non è un mistero che, stante la situazione attuale anche per quella che si sta configurando come ‘nuova’ Provincia, la preoccupazione più alta per il futuro è quella riservata alla sicurezza degli edifici scolastici e delle strade; le manutenzioni, considerato l’azzeramento di trasferimenti, nei prossimi anni non saranno materialmente più garantite. Su questo l’UPI deve e doveva lottare, nel recinto di quanto prevedono il dibattito e il percorso democratico. Questo che ha a che fare con la minaccia di usare le scuole e il calendario scolastico come ‘scudi umani’? Un autogol, brutto, che mette le istanze delle Province sullo stesso piano dei risolini e degli ammiccamenti dei due Ministri ‘tecnici’ che due settimane fa hanno presentato in tv la cartina del riordino istituzionale. Alla faccia del ruolo svolto dalle Province, alla faccia del senso delle Istituzioni, alla faccia anche di un buon gusto che pare essere assente in chi definisce i dipendenti ‘eccedenze’ o ‘esuberi’ senza ancora fornire la seppur minima ipotesi amministrativa, questi ridono. Perché Saitta risponde con lo stesso superficiale approccio?

< Articolo precedente Articolo successivo >