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Tre casi di morbillo in provincia di Rimini

Sanità Rimini | 10:40 - 24 Ottobre 2012 Tre casi di morbillo in provincia di Rimini

L'Azienda USL rende noto che si sono verificati, negli ultimi giorni, tre casi di morbillo, uno in un bambino in età delle scuole elementari (inadempiente a tutte le vaccinazioni) e uno in una persona adulta che poi ha trasmesso il virus al figlio di meno di un anno. Nessuno dei tre pazienti aveva effettuato la vaccinazione antimorbillo (il bimbo più piccolo non aveva ancora raggiunto l'età idonea per la vaccinazione). Come da protocolli l'Azienda ha intrapreso le misure del caso nella scuola e più in generale negli ambienti frequentati dai giovani pazienti, ma il rischio di infezione per chi ha avuto contatti con loro rimane. 

Il morbillo è una malattia infettiva importante causata da un virus che si trasmette da persona a persona per via respiratoria. Inizia con febbre alta seguita da tosse, rinite e congiuntivite. Al calare della febbre compare una caratteristica eruzione della pelle (macchie rosse) che a cominciare dal volto si estende a tutto il corpo. Possono quindi presentarsi complicazioni: tra le più frequenti vi sono le infezioni dell’orecchio medio (otite), la polmonite (nel 5-6 per cento dei bambini ammalati di morbillo), la laringite e la diarrea. Ma la complicazione più temibile è l’encefalite (un’infezione del cervello) che si ha in uno ogni mille casi di morbillo, e che può provocare la morte (in 3-10 casi su diecimila pazienti colpiti). Nei bambini che sopravvivono spesso vi è un grave danno cerebrale permanente o un ritardo mentale. Nel 2002 si verificò, a livello nazionale, una vasta epidemia di morbillo, con oltre quarantamila bambini malati, più di 600 ricoverati in ospedale, 15 encefaliti e 6 decessi. 

“In provincia di Rimini, nonostante l'impegno del personale preposto e dei Medici e Pediatri di Famiglia, la copertura vaccinale è al di sotto dei valori soglia che consentirebbero di ottenere la protezione dall'infezione per tutta la popolazione e ciò a causa di errate convinzioni sull'utilità della vaccinazione - spiega il dottor Maurizio Bigi, direttore dell'Unità Operativa Pediatria di Comunità dell'A.USL -. Ciò significa, in parola povere, che i bambini che non vengono vaccinati mettono in pericolo anche quelli vaccinati. Voglio ancora ribadire con forza che non vi è alcun nesso tra la somministrazione del vaccino per il morbillo e l’insorgenza dell’autismo infantile, come peraltro ormai ampiamente dimostrato. e aggiungo che già sono in atto e verranno potenziate una serie di iniziative per informare adeguatamente. La 'buona informazione' all'insegna della proefssionalità che il nostro ruolo richiede, sarà la nostra risposta. Ad ogni modo, per qualsiasi chiarimento sul morbillo, e sulle vaccinazioni più in generale, è possibile richiedere un colloquio personale con un medico pediatra vaccinatore prenotando in tutti gli ambulatori vaccinali del territorio, oppure consultare il sito aziendale (al seguente link: http://http://www.ausl.rn.it/doceboCms/page/103/vaccinazioni-infanzia-adolescenza.html), con una sezione ad hoc sulle domande più frequenti dei genitori e con le modalità di prenotazione della vaccinazione”.