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Rimini nel bunker: combattere l'Imu con la rateizzazione

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Attualità Rimini | 15:43 - 22 Maggio 2012 Rimini nel bunker: combattere l'Imu con la rateizzazione

“Rimini quest’anno avrà meno 23 milioni di euro di trasferimenti dovuti da Roma… A Rimini siamo come nel 1944… Oggi siamo nel bunker e  l’amministrazione decide di difendere la città, fare delle scelte: istruzione, fondi per la non autosufficienza, emergenza abitativa, per una prospettiva di cultura… Facciamo le opere che Rimini aspetta da anni”.  Questa è l’immagine che sceglie il Sindaco di Rimini, Andrea Gnassi, per descrivere la difficile situazione della città e presentare il Bilancio di previsione 2012, che entro la fine di giugno verrà presentato al Consiglio Comunale.  

La spesa prevista per il 2012 è di 130 milioni di euro, mentre le entrate saranno 113 milioni: un passivo di 17 milioni dovuto alla dimunizione dei trasferimenti da parte dello Stato, che sarà comunque compensato da una revisione strutturale della spesa comunale.

Tre gli obiettivi: il primo è quello di predisporre un bilanciopiù virtuoso e rigoroso. Ridurre le spese, razionalizzare l’uso del patrimonio, gestire in modo più economico i servizi, ridurre i compensi dell’amministrazione, ma anche comprendere le reali spese che il comune deve affrontare come i 3 milioni stanziati per il trasporto pubblico locale o i 900 mila euro, già finanziati, per l’emergenza neve. Inoltre, l’importante passaggio per l’illuminazione pubblica da Hera luce a Enel sole, con un risparmio energetico di 800 mila euro.  Un contratto di otto anni che, come ha sottolineato l’assessore Gian Luca Brasini, è un investimento per il futuro della città di Rimini. Niente tagli, ma un risparmio che servirà per creare nuovi investimenti.

Il secondo obiettivo è definire le priorità: il 40 % del bilancio sarà destinato al welfare, all'istruzione e alla sicurezza, ma non saranno neppure tralasciati il settore della cultura e  del turismo.

Terzo obiettivo è l’equità e la redistribuzione del carico fiscale. Gnassi, senza giri di parole, ha definito l’Imu come una vera e propria "fregatura" per i Comuni. Un' Imu che sarebbe, sempre secondo Gnassi, più corretto chiamare Isu, ovvero Imposta statale unica, visto che la maggioranza del gettito toale, il 60%, nel caso di Rimini circa 50 milioni di euro, andrà allo stato.

I comuni sono sempre più in difficoltà, strangolati dall’Imu e dal patto di stabilità. Proprio per questo Gnassi sarà a Venezia il prossimo 31 maggio a manifestare con gli altri Sindaci italiani. Il Comune di RImini, inoltre, sta valutando la possibilità di rateizzare l’Imu  in 12 rate disposte su due anni per andare incontro ai cittadini. Verrà cancellata l’imposta di scopo, tassa che veniva pagata su tutti i fabbricati diversi dalla prima casa. L’addizionale Irpef comunale sarà di 0,3 e sarà creata una fascia di esenzione per coloro che hanno un reddito inferiore ai 15.000 euro: 29.104 i riminesi coinvolti, soprattutto lavoratori dipendenti e pensionati. Infine l’imposta di soggiorno, attiva dal 1° ottobre, che dovrebbe portare 500mila euro nelle casse del comune.

Il Sindaco di Rimini Andrea Gnassi al microfono di Elisa Drudi.

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