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Pizzolante, con norme antincendio nuove chiude il 30 per cento degli alberghi

Turismo Rimini | 15:14 - 20 Marzo 2012 Pizzolante, con norme antincendio nuove chiude il 30 per cento degli alberghi

"Il decreto ministeriale firmato in questi giorni dal ministro dell'Interno Cancellieri ha dell'incredibile: da una parte si concede una proroga al 2013 e quindi si riconosce che la normativa e gli adempimenti sono appena accettabili per le grandi strutture ed eccessivamente gravosi per le piccole, dall'altra per poter accedere alla proroga si chiede all'albergatore di ampliare e di molto i requisiti minimi entro 60 giorni". A parlare è Sergio Pizzolante, deputato del Pdl, preoccupato dei riflessi del provvedimento sul turismo. "Ma in che mondo vivono i burocrati che hanno sottoposto al ministro una norma di questo tipo?", si chiede l'esponente del Pdl.

"In un momento di crisi, alla vigilia della stagione estiva, in uno dei pochi settori che resiste alla crisi, noi riduciamo i posti letto o chiudiamo gli alberghi? Perché è questo ciò che succederà, con l'entrata in vigore del decreto. I tecnici degli alberghi avranno 30 giorni di tempo per le verifiche di parte (impossibile espletarle in così poco tempo) e i tecnici dei Vigili del Fuoco avranno poi 60 giorni per decidere la riduzione di posti letto o, addirittura, la chiusura dell'attività, magari nei mesi di giugno/luglio con i clienti in albergo. Un grave danno per la promozione della nostra offerta turistica nel mondo, un grande contributo alla decrescita del nostro Pil. Non vi è alcun dubbio che questa deve essere l'ultima proroga, ma non si devono cambiare i requisiti minimi in corsa, senza concedere agli alberghi il tempo necessario per rimettersi in regola". Pizzolante spiega di aver inviato nei giorni scorsi la nota del presidente dell'Associazione degli albergatori di Rimini, Patrizia Rinaldis, al ministro del Turismo, Piero Gnudi. "Penso che sia ragionevole - conclude - dare agli operatori 6 mesi di tempo per l'acquisizione dei nuovi requisiti minimi e accedere così all'ultima proroga. In questo modo si salverebbe la stagione estiva, senza alterazioni sostanziali del processo che prevede la messa in regola delle strutture entro il 2013. Altrimenti il 30% degli alberghi italiani è a rischio chiusura".

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