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La Provincia di Rimini firma un accordo per promuovere il biotelo in agricoltura

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Ambiente Rimini | 15:06 - 02 Marzo 2012 La Provincia di Rimini firma un accordo per promuovere il biotelo in agricoltura

Questa mattina, presso la sede della Provincia di Rimini, è stato firmato un protocollo d'intesa finalizzato alla promozione dell'utilizzo del biotelo in agricoltura. L'obiettivo è la riduzione e progressiva sostituzione del materiale plastico attualmente utilizzato per la pacciamatura, lavorazione utile a contenere la crescita delle erbe infestanti, con un materiale completamente biodegradabile. L'accordo è stato siglato tra Hera, l'Associazione Italiana delle Bioplastiche e dei materiali Biodegradabili e Compostabili, il Consorzio Agrario Interprovinciale, Coldiretti, Confagricoltura, Cia e la Provincia di Rimini.

La raccolta e il corretto smaltimento dei teli in plastica risultano problematici, soprattutto per la presenza di impurità che riducono la qualità della plastica raccolta all’interno della gestione dei rifiuti urbani e che quindi lasciano come unica strada percorribile quella dello smaltimento. Si stima che in Italia gli ettari di terreno potenzialmente pacciamabili siano circa 230.000, concentrati in alcune regioni tra le quali anche l’Emilia-Romagna, e che ogni anno in Italia si consumino circa 23.000 tonnellate di film plastici per la copertura delle colture agricole.
 
Con il protocollo firmato si vuole andare nella direzione di proteggere l’ambiente e ridurre la produzione di rifiuti, sviluppando un’iniziativa sperimentale comune volta alla promozione dell’utilizzo del biotelo, eventualmente estendibile in un secondo tempo anche ad altri soggetti pubblici e privati. Il progetto si svilupperà attraverso momenti di sensibilizzazione e informazione, supporto tecnico e informativo alle associazioni di categoria e alle singole aziende agricole aderenti, nonché attraverso il monitoraggio, la misurazione e la diffusione dei risultati.
L’uso del biotelo nell’agricoltura italiana porterebbe ad un risparmio per il settore agricolo di circa 200 milioni di euro all’anno; alla fine della coltivazione, viene fresato nel terreno dove i microrganismi presenti lo trasformano in acqua, anidride carbonica e biomassa. L’azienda agricola, dunque, non deve più raccoglierlo e smaltirlo negli appositi impianti, evitando i conseguenti costi di raccolta, trasporto e smaltimento.
Oltre ai benefici economici, dal punto di vista ambientale la sostituzione del telo in plastica con il biotelo porterebbe ad una riduzione dell’88% dei barili di petrolio consumati per la produzione della materia prima e del 100% dei rifiuti prodotti.     



Ascolta il contributo audio di Giuseppe Savioli, Presidente di Coldiretti Rimini, seguito da Stefania Sabba, Assessore Alta Valmarecchia, Ambiente, Energia e Politiche per lo sviluppo
 
 

 
 

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