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Liberalizzazioni degli orari: nota stampa della Filcams CGIL

Attualità Rimini | 12:20 - 05 Gennaio 2012 Liberalizzazioni degli orari: nota stampa della Filcams CGIL

La Filcams CGIL Rimini esprime perplessita' sulle liberalizzazioni previste dalla manovra. Secondo la Segretaria provinciale Isabella Pavolucci, i consumi possono riprendere se aumentano le risorse economiche per i lavoratori. La piccola distribuzione sara' penalizzata perche' non potra' garantire gli orari dei concorrenti e il lavoro ne risentira'. La Filcams CGIL auspica infine una presa di posizione in merito da parte della regione.

Di seguito la nota stampa

Alla luce del provvedimento contenuto nella manovra salva Italia in tema di liberalizzazioni e degli articoli apparsi sulla stampa negli ultimi giorni, riteniamo opportuno esprimere alcune considerazioni.
Chi pensa che alla possibilità di aprire gli esercizi commerciali 24 ore su 24, tutte le domeniche ( peraltro possibilità già prevista sul nostro territorio ) e/o tutte le festività ( in barba alla legge regionale Emilia Romagna che prevedeva la chiusura nelle 10 festività elencate e che nella Ns Provincia si è tradotta con alcuni accordi in qualche Comune  e delibere non concertate in altri ), corrisponda una ripresa dei consumi.....a nostro avviso sbaglia !
I consumi di fatto riprenderanno se aumenteranno le risorse economiche a disposizione dei lavoratori, delle lavoratrici e dei pensionati; in una condizione di crisi come quella attuale, a fronte di maggiori aperture corrisponderà un mero spostamento dei consumi dal commercio debole a quello forte e non un aumento.

Di fatti la piccola distribuzione non riuscirà a garantire gli stessi nastri orari e le stesse aperture della grande distribuzione favorendo così ulteriormente la restrizione del mercato per tutta una serie di piccole e piccolissime strutture del settore che, non essendo in grado di fronteggiare una così ferrea concorrenza, chiuderanno i battenti; e ancora una volta i centri storici perderanno la loro naturale funzione di punto di aggregazione e socializzazione che si sposterà nei centri commerciali.

La qualità del lavoro inevitabilmente ne risentirà:
non aumenterà l'occupazione, perchè i posti di lavoro che si perderanno a fronte delle chiusure delle piccole realtà non saranno compensati con le nuove assunzioni, ma con un aumento della flessibilità richiesta ai lavoratori che già lavorano;
il settore del commercio è già  caratterizzato dall'utilizzo di tipologie di lavoro precarie, contratti a tempo determinato, contratti part time,  contratti di associazione in partecipazione, senza considerare la forte presenza di lavoratrici donne, con figli da accudire, e che già oggi vedono un peggioramento delle loro condizioni di lavoro; domani la crescita del lavoro notturno,domenicale e festivo, rappresenterà l'impossibilità per tutti, di conciliare tempi di vita e lavoro !
Auspichiamo pertanto che la Regione Emilia Romagna intervenga al fine di contrastare questa norma che rischia di diventare un ennesimo provvedimento recessivo per un Paese che al contrario avrebbe bisogno di crescita, e buona e stabile occupazione.

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