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A Rimini, in due anni, 30 casi di stalking

Cronaca Rimini | 14:17 - 03 Dicembre 2011 A Rimini, in due anni, 30 casi di stalking

Sono stati 30 gli ammonimenti per stalking emessi dall’entrata in vigore della legge, nel febbraio 2009, su tutto il territorio di Rimini. Il provvedimento è la risposta più rapida e concreta alle condotte persecutorie subite da vittime di stalking. Il Questore, tramite l’ammonimento, comunica al persecutore di essere a conoscenza degli atti che sta svolgendo nei confronti della vittima e lo intima a cessare tale condotta. Questo provvedimento non ha scadenza, dunque in qualsiasi momento, in caso di inottemperanza al monito, può scattare l’arresto per lo stalker.
Dai casi verificatisi sul territorio di Rimini, 30 in totale, è stato possibile delineare un profilo dello stalker tipo. Sono tutti esclusivamente uomini, senza distinzione di ceto sociale ed età, spesso ex partner che vogliono riconquistare l’amore perduto o che si vogliono vendicare. In alcuni casi, 6 su 30, si tratta di persone con cui si ha una conoscenza superficiale o addirittura sconosciuti. In generale, sono persone con difficoltà relazionali, che vedono nello stalking l’unico modo per intraprendere una relazione amorosa.

Due casi sono stati portati dalla Polizia di Rimini come esempio del fenomeno.
Il primo caso riguarda una donna riminese sulla 50ina, perseguitata dal giovane vicino di casa. Lui è disoccupato , vive con la madre in pensione e da sempre è considerato il “piccolino” del palazzo in cui la donna abita. Probabilmente, proprio per questa ragione, la donna ha atteso molti anni prima di denunciare le pressioni psicologiche subite. Il ragazzo si faceva trovare sul pianerottolo per salutarla ogni volta che rincasava e le lasciava messaggi  d’amore nella buchetta o davanti alla porta di casa. Poi, probabilmente frustrato per non essere corrisposto dalla donna, le ha prima maltrattato e ucciso il gatto, poi rigato la macchina e infine rubato la biancheria intima, che era ad asciugare nello spazio comune del condominio.  A quel punto la donna non ha potuto far altro che richiede per lui l’ammonimento.
Il secondo caso riguarda una barista 40enne, importunata da un cliente di 60 anni, che frequentava abitualmente il bar dove questa lavorava. La donna, che era spostata, ha prima cambiato luogo di lavoro e numero di telefono, poi ha dovuto iniziare ad uscire accompagnata sempre da qualcuno, perché il 60enne si faceva trovare anche fuori dalla porta di casa della barista. L’uomo ha sempre affermato di non voler far nulla di male alla donna e rivolgere verso di lei solo degli omaggi e attenzioni gentili. Anche per lui, dopo un anno di persecuzioni, è scattato l’ammonimento.

Dal momento della denuncia della vittima, parte poi un lavoro approfondito e che cerca di basarsi su quante più verifiche e prove possibili, da parte dell’ufficio Misure di Prevenzione. Spesso, infatti, accade che le denunce sono solo un modo per vendicarsi dell’ex o vi sono di mezzo dei minori, nei casi di divorzio. Per queste ragioni, lo studio di ogni singolo caso, è condotto con particolare attenzione e spesso coinvolge anche l’Ufficio Minori e i Servizi Sociali.
In alcuni casi, però, le vittime hanno paura di denunciare il proprio stalker, quindi arrivano in Questura, dopo aver subito dei reati importanti, come ad esempio aggressioni fisiche. In questo caso si procede in due modi, o con un arresto diretto, 3 casi dal 2009, oppure con un divieto di avvicinamento, 8 casi.
Generalmente dopo gli ammonimenti, gli stalker, si rendono conto della propria condotta e smettono di perseguitare la vittima. Purtroppo in alcuni casi le molestie proseguono. Sui 30 casi affrontati in questi due anni, 2 sono stati arrestati, un ex convivente e un ex fidanzato geloso.
Attualmente la Polizia di Rimini sta lavorando a 3 casi, tutti che vedono ex partner nel ruolo di stalker.

Elisa Drudi

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