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Mafia: allarme Cisl. Segnalazioni sospette anche a Rimini

Attualità Rimini | 14:36 - 21 Ottobre 2011 Mafia: allarme Cisl. Segnalazioni sospette anche a Rimini

"L'Emilia-Romagna è risultata la quinta regione per numero di segnalazioni bancarie su possibili infiltrazioni mafiose nel tessuto economico locale, con un aumento nel 2010 del 121% rispetto all'anno precedente". E' l'allarme lanciato dalla Cisl regionale che ha aggiunto: "Bologna, Modena, Reggio Emilia e Rimini sono tra le prime 15 province italiane per numero assoluto di segnalazioni sospette e la stessa provincia di Rimini balza al sesto posto in Italia se la si valuta in rapporto agli sportelli bancari presenti sul territorio". Per il sindacato si tratta di "cifre che dimostrano come sia ancora altissimo il rischio di infiltrazioni mafiose nella parte integra dell'economia regionale".  A parlarne è stato Marco Amadori, segretario generale dei bancari (Fiba), durante il seminario 'Legalita', sviluppo e creditò che si è svolto a Bologna con la partecipazione di Fabio Di Vizio, sostituto procuratore di Forlì che ha indagato sul riciclaggio di denaro sporco a San Marino, e di Francesco Trimarchi, nuovo direttore della Banca d'Italia di Bologna. "Occorre superare la convinzione secondo cui la criminalità organizzata sia un problema solo del sud poiché è ormai evidente che le mafie vanno a riciclare i loro proventi illeciti proprio dove l'economia è più sviluppata", ha sottolineato Amadori, ricordando il "fattore non trascurabile di un'Emilia-Romagna che rimane la seconda regione italiana per numero di sportelli bancari in rapporto alla popolazione residente: un'agenzia ogni 1.250 abitanti". Su queste basi i bancari della Cisl chiedono la collaborazione dei clienti nel fornire quelle informazioni che la legge impone di raccogliere. "Certo - ha concluso Amadori - nella nostra regione alcuni passi in avanti sono stati fatti come la recente legge regionale che finanzia progetti di cultura della legalità nel territorio e l'osservatorio antimafia costituito a Rimini tra provincia e Comuni, ma molto resta da fare". Per questo la Cisl ha lanciato un appello al Governo per "la tracciabilità obbligatoria dei pagamenti a partire dai 500 euro, poiché solo contrastando con decisione l'evasione fiscale si potrà combattere con efficacia il riciclaggio".

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