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Domenica prossima la tartaruga Gea torna in liberta'

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Ambiente Riccione | 10:37 - 05 Ottobre 2011 Domenica prossima la tartaruga Gea torna in liberta'

Sopravvissuta al coma per un grave principio di annegamento, dopo una settimana di terapia intensiva presso l’ABA (Associazione Benessere Animale di Spilamberto -Mo) e più di tre mesi di convalescenza presso l’ospedale delle tartarughe della Fondazione Cetacea,  la tartaruga Gea domenica prossima 9 ottobre, alle ore 11.00 presso il Bagno 44-42 di Riccione, potrà finalmente tornare nel “suo” Mare Adriatico, dove i biologi ne seguiranno le migrazioni grazie ad un trasmettitore satellitare.

Gea, 85 cm di lunghezza per un peso di 90 Kg, della specie Caretta Caretta, è una femmina molto grande ed in età produttiva, quindi di grandissimo valore biologico: un esemplare del genere è in grado di deporre fino a 200 uova in un anno.

Nel giugno scorso Gea era rimasta vittima involontaria di una battuta di pesca con le “reti a strascico”; trovata al largo di Cesenatico dal motopeschereccio Rimas, era stata portata a riva e affidata alle cure della Fondazione Cetacea di Riccione che ha fatto intervenire un veterinario esperto in tartarughe marine, il dottor Giordano Nardini dell’ABA - Associazione Benessere Animale di Spilamberto (Modena).

Il veterinario ha subito riscontrato nella tartaruga condizioni molto gravi: uno stato comatoso per un grave principio di annegamento. Per 7 giorni Gea è rimasta tra la vita e la morte, nonostante la terapia intensiva a cui è stata sottoposta presso l’ospedale delle tartarughe di Riccione. Dopo pochi giorni  si è finalmente risvegliata dal coma ed il dott. Nardini ha sciolto la prognosi: così Gea è stata messa in una vasca con acqua marina, dove ha potuto nuotare e alimentarsi regolarmente senza più farmaci. Ora è pronta a tornare a casa.

Per le sue grandi dimensioni, Gea sarà ora di grande aiuto alla ricerca: è infatti un esemplare idoneo per l’applicazione di un trasmettitore satellitare, un apparecchio di piccole dimensioni che verrà applicato sul carapace della tartaruga e che per diversi mesi trasmetterà la posizione della tartaruga nel Mar Mediterraneo, fornendo importanti informazioni sulla temperatura dell’acqua, sulle latitudini in cui Gea si sposterà e sulle apnee della tartaruga in mare.

Con l’arrivo dei primi freddi Gea dovrebbe puntare a sud, verso le spiagge  nord-africane per trascorrere l’inverno, per poi tornare in Adriatico il prossimo anno: il nostro mare è infatti molto ricco di cibo per le tartarughe marine di questa specie (Caretta caretta), che si nutrono prevalentemente di granchi, crostacei vari, seppie e piccoli pesci. I biologi si augurano però che, prima di tornare in Adriatico, Gea avrà deposto le uova su qualche spiaggia incontaminata della Grecia o della Turchia.

Al microfono di Elisa Drudi, Giordano Nardini dell’ABA - Associazione Benessere Animale

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