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Draghi alla Sagra Musicale Malatestiana

Spettacoli Rimini | 11:53 - 19 Settembre 2011 Draghi alla Sagra Musicale Malatestiana

Nell’ambito del progetto di riscoperta di autori riminesi del passato la 62a Sagra Musicale Malatestiana di Rimini presenta martedì 20 settembre alle ore 21 (ingresso libero) nella Chiesa del Suffragio  (piazza Ferrari) la prima esecuzione assoluta in tempi moderni di  Giuditta (1668), oratorio seicentesco in due parti di Antonio Draghi  nella rielaborazione di Flavio Colusso dal manoscritto musicale su  libretto di anonimo custodito presso la Biblioteca Nazionale di Vienna. Ad eseguire Giuditta sarà l’Ensemble Seicentonovecento diretto da Flavio Colusso, anche al cembalo, con la partecipazione straordinaria  nel ruolo della protagonista del soprano Gemma Bertagnolli, una delle maggiori interpreti italiane del repertorio barocco. Il cast vocale è completato dal soprano Elena Cecchi Fedi (Abra), dall’alto Antonio  Giovannini (Testo) e dal basso Luigi De Donato (Oloferne), mentre la  voce recitante è quella di Silvia De Palma. Le parti strumentali sono  affidate a Nunzia Sorrentino (violino), Marco Piantoni (violino),  Andrea Damiani (tiorba) e Francesco Quattrocchi (organo e assistente  alla direzione). L’evento è inserito nel Progetto Draghi,  Italia- Austria con il patrocinio di Ministero degli Affari Esteri,  Ambasciata d’Austra in Italia, Pontificio Consiglio della Cultura,  Comune di Rimini ed è realizzato in collaborazione con Musicaimmagine. Nato a Rimini nel 1634 e riconosciuto come il musicista più  importante attivo in Austria nella seconda metà del Seicento, Antonio  Draghi fu cantante, compositore e librettista e ricoprì l’incarico di  Maestro di Cappella dell’imperatrice Eleonora Gonzaga e poi di  intendente della musica della Corte imperiale di Leopoldo I, anche  lui poeta e buon musicista. La sua immensa produzione artistica,  ancora in gran parte inedita, è conservata a Vienna. L’Oratorio di Giuditta trae ispirazione dal personaggio biblico, la   vedova eroina del popolo ebraico che liberò la città di Betulia  assediata dagli Assiri. Con la sua bellezza invaghì di sé Oloferne,   loro generale, il quale la trattenne con sé al banchetto; vistolo  ubriaco, Giuditta gli tagliò la testa con la sua stessa spada e poi  ritornò nella città. Gli Assiri trovato morto il loro condottiero,  presi dal panico, furono messi in fuga dai Giudei. Giuditta è un  personaggio molto frequentato dall'iconografia medioevale e  rinascimentale, come prototipo di eroismo femminile che trionfa della  prepotenza dell'invasore usando la seduzione come pretattica e la  violenza come vera arma. Giuditta è divenuta, fin dal Seicento,  protagonista anche di innumerevoli composizioni di genere sacro:  Marco da Gagliano, Giacomo Carissimi, Marc’Antonio Ziani e Francesco  Gasparini, Marc-Antoine Charpentier, Alessandro Scarlatti, lavori  spesso dimenticati come quest’Oratorio di Draghi, caduto nell’oblio  dopo la prima esecuzione del 1668.

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