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Ginecologo licenziato, la Papa Giovanni XXIII: dolore per il bimbo

Attualità Rimini | 18:14 - 16 Settembre 2011 Ginecologo licenziato, la Papa Giovanni XXIII: dolore per il bimbo

"Sulla notizia secondo cui un ginecologo riminese sarebbe stato licenziato per aver suggerito un aborto all'estero oltre le 22 settimane di gravidanza, la Comunità Papa Giovanni XXIII resta addolorata soprattutto per la parte più debole e lesa di tutta la vicenda: il bambino". E' la considerazione che la comunità riminese ha affidato a una nota di commento del licenziamento, di cui si è avuta notizia ieri, di un ginecologo dell'ospedale Infermi per aver indicato a una donna di abortire all'estero dopo la 22/a settimana di gestazione, cosa che la legge italiana vieta salvo rari casi. "Un bimbo costretto a nascere anticipatamente probabilmente a causa dei problemi di salute evidenziati durante le indagini prenatali. Un bimbo che chiedeva più cure e amore e non di essere fatto morire", ha sottolineato la Giovanni XXIII, ricordando che "l'aborto cosiddetto 'terapeutico' non serve a curare nessuna malattia e si pratica inducendo il parto o con un cesareo, col risultato che il bambino nasce vivo ed è lasciato morire, agonizzante, talvolta per diverse ore, senza nessun tipo di assistenza". Proprio l'aborto legato a problemi di salute del bambino, spiega ancora la comunità, "é in costante aumento ed è quasi sempre proposto ai genitori in attesa come l'unica soluzione accettabile, facendo passare per egoisti coloro che lo rifiutano e definendo il figlio 'un malformato'". Così come anche la proposta di abortire all'estero "é purtroppo frequente", mentre "raro è invece trovare operatori che affianchino genitori e figli prospettando cure appropriate e la vicinanza di altre famiglie e/o associazioni disponibili e preparate". Insomma, conclude la Papa Giovanni XXIII citando don Oreste Benzi, "la nostra società non affronta i problemi ma elimina chi il problema lo pone"

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