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Ferrovie: Pd e Pdl contro tagli tratta Rimini-Bologna

Attualità Rimini | 22:32 - 12 Settembre 2011 Ferrovie: Pd e Pdl contro tagli tratta Rimini-Bologna

Il nuovo orario ferroviario che entra in vigore domani non piace né al Pd né al Pdl, che hanno presentato interrogazioni in Regione, puntando il dito contro i tagli alla tratta Rimini-Bologna. "Riteniamo profondamente scorretto e ingiusto che, a discapito dei pendolari, Trenitalia possa cambiare l'orario senza fornire nessun preavviso", scrivono tre consiglieri regionali del Pd (Zoffoli, Alessandrini e Mazzotti), che hanno presentato un'interrogazione contro il taglio dell'InterCity 608 che parte da Rimini alle 6.13 e arriva a Bologna alle 7.38, fermando a Cesena, Forlì e Faenza. I pendolari saranno così costretti ad utilizzare il Regionale veloce 2124 riempiendolo fino a dover viaggiare in piedi. Critiche anche per "aumenti tariffari, mancato rispetto del contratto di servizio, ritardi e tagli". Alla Giunta regionale chiedono dunque di intervenire affinché rimanga l'Intercity 608 o, almeno, che l'EsCity 9802 in partenza alle 6 da Rimini faccia quelle fermate intermedie, che ora non sono previste. Perché sennò il primo treno utile per Bologna arriva alle 9.14, "decisamente tardi rispetto ai normali orari d'ufficio", rendendo inutili poi gli abbonamenti acquistati finora. Insomma, il comportamento di Trenitalia è "inammissibile - scrivono gli esponenti Pd - gravemente lesivo dei diritti degli utenti". Critica "l'ennesimo disservizio", difendendo centinaia di pendolari faentini al giorno, anche Gianguido Bazzoni (Pdl), che pure ha presentato un'interrogazione alla Giunta bocciando Trenitalia che, "senza nessuna spiegazione plausibile e dimostrando un'arroganza e un'insensibilità per l'utenza senza precedenti", prende questa decisione, che va ad aggiungersi alla precedente soppressione della fermata dell'Intercity in partenza da Faenza alle 8, che aveva sollevato una pioggia di proteste "mai prese in considerazione". Diverse le critiche del Movimento 5 Stelle, che riprende l'allarme lanciato nei giorni scorsi dal Comitato regionale degli utenti Crufer (bus sostitutivi anche in settembre per le tratte Bologna-Vignola, Modena-Mantova e Parma-Fornovo perché mancano gli 'standard di sicurezza') per criticare la rilanciata fusione fra Atc e Fer, giudicata 'pericolosa' anche "per la spada di Damocle dei 17 milioni che Atc potrebbe dover rifondere al Comune di Bologna", ma innanzitutto perché provocherebbe "uno 'smarcamento' nei confronti della funzione di controllo puntuale dei consiglieri comunali, già oggi piuttosto complicata. Un danno gravissimo per tutte le amministrazioni coinvolte ma soprattutto, ancora una volta, per gli utenti".

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