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Andrea Gnassi 'sono un sindaco delle emozioni'

Attualità Rimini | 12:59 - 01 Giugno 2011

“Non riesco a nascondere l’emozione. Emozione che è anche paura, paura di avere una grande responsabilità  per la città in cui sono nato e cresciuto. Adesso ci aspetta un grande lavoro.” Queste le parole del neoeletto sindaco Andrea Gnassi, che con gli occhi lucidi e voce tremante ha tenuto il 31 maggio la sua prima conferenza con la stampa locale. E’ ancora incredulo  il 42enne esponente del Pd, che ha sbaragliato con il 53, 46% dei voti al ballottaggio il suo avversario Gioenzo Renzi del Pdl che di preferenze ha avuto solo il 46,53%; ringrazia tutti gli elettori e chiede ai giornalisti cosa accadrà ora che è diventato il primo cittadino della“sua”Rimini. Ha ancora in memoria la festa che si è tenuta ieri, 30 maggio, in piazza Cavour davanti al palazzo comunale Garampi, definita da Gnassi la“casa dei riminesi”. Tante le persone che sono entrate per farsi una  foto ricordo nella sede del sindaco, lasciata“open space”per l’occasione. Nei suoi progetti un’innovativa giunta, che ancora è da definire, fatta da 8 assessori invece che di 13. Tutti uniti e pronti a fare sacrifici per il progetto comune di una nuova Rimini. "Quello che vorrei", aggiunge Andrea Gnassi, "è mettermi intorno ad un tavolo con le forze dell’ordine, questura e prefetto, per delineare un protocollo della legalità nel territorio. Rivedere il PSC e PSO comunale. Un occhio d’attenzione poi per quelle situazioni di povertà e degrado che si vivono in alcune parti della città. Spazio alla cultura e al turismo, sarà proprio il primo cittadino riminese ad assumere tale carica di assessore. E ancora no al nucleare e alla privatizzazione dell’acqua. Dobbiamo fare aprire il nuovo Palas prima possibile". Ringrazia davvero tutti, il nuovo primo cittadino, soprattutto quel 27% in più di elettori, 8mila riminesi, che con il loro contributo l’hanno fatto vincere. Sottolinea che ha ricevuto tanti messaggi e congratulazioni da parte di tutti, dalla destra e dalla sinistra. Il sindaco, infine, ringrazia chi gli ha inviato quei 670 sms, che ancora deve leggere e non nega che gli sarebbe piaciuto riceverne uno da Renzi. Dice grazie anche ai tanti messaggi su facebook e email che l’hanno travolto tra ieri ed oggi. E visto che il 2 giugno è festa della Repubblica, gli piacerebbe che i riminesi esponessero la bandiera nazionale sui balconi o per strada. Un tricolore che, dato che si celebrano i 150 anni dell’Unità d’italia, ha un valore importante per Rimini e la nazione stessa.

Foto Altarimini.it

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