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Non si vogliono esibire a Villa Mussolini: 'assurdo', commenta la nipote Edda

Edda Negri commenta la scelta di alcuni artisti di non volersi esibire a Villa Mussolini, la residenza di Riccione che fu del fondatore del fascismo

Attualità Riccione | 09:29 - 17 Marzo 2023 Immagine di repertorio Immagine di repertorio.

"Assurdo non volersi esibire in un luogo per il nome che porta". "La storia non si cambia". Così la nipote del duce Edda Negri commenta la scelta di alcuni artisti di non volersi esibire a Villa Mussolini, la residenza di Riccione che fu del fondatore del fascismo. "Non vedo cultura nella scelta di non volersi esibire a Villa Mussolini", rileva Negri in un'intervista al Resto Carlino di Rimini. "Dove vogliamo arrivare? Non andiamo più alla stazione di Milano perché è del Ventennio?", si domanda. Negli anni la struttura in riva al mare è diventata sede di mostre ed eventi culturali, ma è negli ultimi tempi che è scoppiato il caso. Il Comune la usa per eventi culturali ma alcuni artisti, di cui non è noto il nome, avrebbero rifiutato di esibirsi. Un luogo con un nome scomodo, Villa Mussolini. "Ricordo che furono più lungimiranti gli amministratori del centrosinistra che nel 2005 vollero mantenerlo", dice la nipote del dittatore. Ma "negli ultimi anni è tutto peggiorato, c'è molto più odio", rileva. "Sto ricevendo molte più minacce, anche di morte. Mi ritrovo ragazzini dodicenni - racconta - che su TikTok mi dicono 'ti porto a piazzale Loreto'. Ma questi non sanno nulla, nemmeno cosa sia piazzale Loreto. È solo un continuo gridare al lupo". "Credo che tutto questo nasca da una profonda ignoranza e non ne faccio una questione di schieramenti. Da destra a sinistra c'è ignoranza", dice. "A un certo punto bisogna far pace con la storia perché quella resterà sempre la residenza Mussolini", commenta la senatrice di Fratelli d'Italia Mimma Spinelli, che è stata sindaca del vicino Comune di Coriano. "La sinistra e certi ambienti culturali e artistici ad essa collegati" - fa eco la deputata dello stesso partito Beatriz Colombo, di Riccione - "hanno tirato fuori dai cassetti della storia lo spettro del fascismo. Ma gli italiani, e i romagnoli, non hanno creduto nemmeno per un attimo al ritorno di un'ideologia che è morta e sepolta da più di settant'anni".

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