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Il suicidio del clochard, Casa Madiba: "Non uccide solo il freddo, serve un Piano Casa"

Il gruppo sarà in presidio giovedì 26 gennaio. 'Servono nuove risorse da investire e risposte abitative'

Attualità Rimini | 17:12 - 25 Gennaio 2023 Foto di repertorio Foto di repertorio.

Un presidio davanti al Consiglio Comunale per rivendicare il Diritto alla Casa. Con una nota stampa il gruppo Casa Madiba Network di Rimini ha indetto infatti per la giornata di giovedì 26 gennaio alle ore 18:30 una manifestazione che segue di qualche giorno la terribile notizia del secondo 'dramma della povertà' avvenuto nel'ultimo periodo sul territorio locale (leggi news). "Una notizia che non avremmo voluto vedere - si legge nella nota del gruppo a proposito del suicidio del clochard di lunedì 23 gennaio - dalla stampa apprendiamo poi che l’uomo, di nome David, era il senza tetto che viveva accanto a Vasile Trotea e che trovò nel dicembre scorso il sessantenne, anch’egli proveniente dalla Romania, morto nel suo rifugio di fortuna. Dispiace dirlo ma purtroppo saranno sempre più frequenti questi episodi nelle nostre città, non solo d’inverno perché non uccide solo il freddo".

Casa Madiba, che già da tempo si era fatta promotrice del percorso "Zero Homeless" con proposte dirette al Comune per la realizzazione di un Centro servizi contro la povertà con i fondi del Pnrr, ha espresso perplessità a riguardo sulla mancanza di impegno e risposte da parte della politica: "Ciò che uccide è un dispositivo di situazioni, di scelte personali, di mancate politiche e risposte, di oppressioni che riproducono la spirale, il circolo vizioso delle marginalità come colpa individuale e tuttə siamo coinvoltə".

"Le recenti morti di David e Vasile devono far riflettere tutta la città, chi ha il privilegio di avere una casa, magari di proprietà e tutte le sedi istituzionali, perché il problema non è la mancanza di un Piano freddo dove né David né Vasile sarebbero andati, ma di un Piano casa. [...] Servono nuove risorse da investire e risposte abitative, nuove strade da esplorare che chiamino in causa tutta la città e il settore che secondo noi incide maggiormente su queste condizioni di estrema precarietà lavorativa e abitativa, quello turistico, a partire per es. dalla messa a disposizione e riconversione di strutture non più appetibili per il mercato dove sviluppare esperienze di co-housing e vita in comune" così conclude la nota.

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