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Rimini, studenti protagonisti del Consiglio comunale Straordinario

Le testimonianze dei ragazzi nell’'assemblea pubblica per celebrare il prossimo 27 gennaio: ‘Giorno della Memoria’

Attualità Rimini | 19:24 - 24 Gennaio 2023 Rimini, studenti protagonisti del Consiglio comunale Straordinario


“Alzando gli occhi dalla strada al grande portone di legno, si apre una lunga via ampia e asfaltata, di cui non si riesce a scorgere la fine. La nebbia avvolge le ultime baracche, l’abbraccio di un attimo di eterna sofferenza. Sento i brividi lungo la schiena, ma non per il freddo. È Mauthausen: il luogo dove l’odio ha vinto."

“Varcando l’ingresso … L'aria del luogo non è la stessa di sempre, ora diventa sempre più rarefatta; un'aria sfuggente che pare non voler essere catturata dal respiro, lasciando di ogni pensiero, di ogni dialogo o percezione legata a qualsiasi senso, solo un ricordo effimero.”

“Mi sentivo il cuore pesante per quella sensazione di non voler essere lì, di provare il desiderio di essere altrove, mi sentivo un’impostora. Ma allo stesso tempo, sentivo che quello era esattamente il punto in cui dovevo essere.”

“Io non voglio avere paura della mia storia, perché dimenticare il passato significa perdere il futuro.”

Sono solo alcune parti delle 13 bellissime testimonianze con cui questo pomeriggio è stata animata l'assemblea pubblica straordinaria, organizzata per celebrare il Giorno della Memoria. 13 preziosi spunti di riflessioni personali che gli studenti delle quarte superiori - provenienti da differenti istituti - hanno voluto offrire agli amministratori e ai consiglieri di maggioranza e minoranza, per non dimenticare, partendo dall’esperienza vissuta nell’ultimo viaggio memoria che il Comune di Rimini ha organizzato sui luoghi della memoria, in  Austria   (Mauthausen, Gusen e Hartheim), lo scorso novembre.

Un Consiglio comunale straordinario, per un confronto rivolto ai politici, agli amministratori e a tutta la città, dove si è concretizzato un dialogo intergenerazionale, con tante testimonianze che avevano come un unico comune denominatore il messaggio a non essere indifferenti e passivi davanti ai fatti che, anche oggi, rivelano elementi di ingiustizia, discriminazione e intolleranza verso ciò che è diverso. Da qui la necessità di andare oltre alla celebrazione del singolo giorno che si celebra il 27 gennaio, ma di rinnovare un impegno quotidiano per la diffusione di una cultura del rispetto reciproco.   

All'incontro erano presenti insieme agli studenti anche il sindaco Jamil Sadegholvaad, gli assessori, tra cui Francesca Mattei con delega all'Attività di Educazione alla Memoria, la presidente del consiglio Giulia Corazzi, la Presidente dell’Assemblea legislativa Emma Petitti, i consiglieri di maggioranza e opposizione e diversi cittadini, tra cui rappresentanti delle Forze Amate e dell'Ordine, Associazioni combattentistiche,  insegnanti e dirigenti scolastici, oltre a quelli   collegati da casa in diretta streaming sul canale YouTube del Consiglio comunale.
Dopo la toccante testimonianza dei ragazzi - e prima della discussione in aula con i consiglieri -  alcuni importanti interventi hanno arricchito il confronto, tra cui quello del Rabbino Capo di Ferrara Rav. Luciano Caro, da sempre vicino alla città di Rimini; lo storico Riccardo Brizzi, dell’Università di Bologna in collegamento da Lione; Laura Fontana, Responsabile Attività Educazione alla Memoria del Comune di Rimini.

“Questo straordinario Consiglio comunale di oggi - dichiara il Sindaco Jamil Sdagholvaad - guidato dai ragazzi, credo sia il riconoscimento, che rivendico con orgoglio, del percorso che dal 1964 a oggi la nostra città ha svolto, sviluppando un'attività di educazione alla Memoria conosciuta e apprezzata in Italia e all'estero. Quello che abbiamo fatto finora è stato il lavoro di una comunità al servizio del valore della memoria storica. Un impegno che è in linea con il grido di allarme della Senatrice Segre, cioè di avere il coraggio di illuminare gli squarci di buio che ancora non ci permettono di fare i conti fino in fondo con la nostra storia. Una società porta la responsabilità di comprendere il legame col suo passato e io sono onorato di essere il sindaco di una città che non ha mai avuto paura di guardare le pagine buie della storia.” 


Di seguito altre parti delle riflessioni fatte dai ragazzi
“Ricordo l’immenso senso di niente nel cuore ed il freddo nelle ossa mentre giravo spaesata per Mauthausen. Ero insieme ad altre cinquanta persone ma ero sola.”

“Omaggiamo le vittime di fronte al memoriale italiano. La cerimonia è semplice. Intensa e toccante. Un rito, un gesto. E la speranza è proprio che ogni gesto possa portare ad una consapevolezza sempre maggiore.”

“Il vento era una scarica di coltelli che mi trapassava nonostante il cappotto ed i guanti. Non osavo immaginare come si potesse, allora, sopportare tanto freddo senza nessuna protezione.”

“Il paesaggio delle colline austriache, dipinte dall’autunno, mi guardano dall’altra parte del filo spinato. Chissà quanti altri occhi hanno guardato questi paesaggi, giorno dopo giorno, cambiare aspetto con il passare delle stagioni. Chissà cosa hanno pensato quelle persone: Forse nella prigionia, nell’esilio, nel dolore, nella fame, nella solitudine, i prigionieri si sono aggrappati ad un ricordo nostalgico, ad una sensazione immaginaria frutto della loro fantasia. Una conferma della loro umanità.”

"Quando ripenso a quei luoghi, sento ancora quel nodo allo stomaco che ti toglie la fame. Rivivo tutto ciò che ho provato quel giorno, camminando su quell’erba che porta ancora con sé i loro passi e le loro grida. Come può l'essere umano fare una cosa del genere?”
"La mia parte razionale è accecata, tornano gli scenari peggiori, violenza, urla, graffi sulle pareti, pianti, e infine di nuovo silenzio: l’atteso velo steso dalla morte. Continuo a ripetermi che ora è tutto finito…ma lo è davvero? Lo sarà mai?”

“A Gusen, l’’unico pezzetto di storia rimasto, lo dobbiamo alla volontà dei superstiti che hanno voluto creare un luogo di commemorazione. …E poi ci sono le foto di Francisco Boix che ci hanno lasciato un bel pezzo di storia. La posta in gioco era enorme: ricordare al mondo ciò che è stato l’inferno sulla terra. A rischio della propria vita. “Il gioco vale la candela” così disse il fotografo spagnolo. Mi si riempie il cuore pensando a persone come lui che hanno avuto tanto coraggio.”

“Mi sentivo il cuore pesante per quella sensazione di non voler essere lì, di provare il desiderio di essere altrove, mi sentivo un’impostora. Ma allo stesso tempo, sentivo che quello era esattamente il punto in cui dovevo essere.”

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