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Mareggiata eccezionale, nell'entroterra tantissima neve: il bilancio dell'ondata di maltempo

Federico Antonioli (Centro Meteo Emilia Romagna): 'Il livello del mare ha raggiunto i 130-140 cm'

Attualità Rimini | 17:30 - 24 Gennaio 2023 Neve a Pennabilli, foto Antonio Piccinini Neve a Pennabilli, foto Antonio Piccinini.


Le previsioni meteo lo avevano anticipato: quello del 22 gennaio sarebbe stato un weekend dai tratti marcatemente invernali. Pioggia, vento, neve e un deciso calo termico (soprattutto nei valori massimi di temperatura). Due gli elementi di rilievo di questa ondata di maltempo: i grandi accumuli di neve nell'entroterra di Rimini, a partire dai 500
metri di altitudine, come peraltro ampiamente previsto, e la forte mareggiata che ha interessato la costa. Ne parliamo con Federico Antonioli di Centro Meteo Emilia Romagna.

Federico, dopo il 22 novembre 2022 un'altra mareggiata molto significativa che ha portato grossi danni. A cosa è dovuto?
Le ultime giornate sono state caratterizzate da tempo perturbato. Nello specifico già tra la serata di Sabato 21 e la notte di Domenica 22 Gennaio, un intenso vortice depressionario, che ha poi assunto caratteristiche simil-tropicali, è risalito lungo l'Adriatico, provocando oltre alle precipitazioni diffuse con abbondanti nevicate nell'entroterra, un sensibile rinforzo della ventilazione con raffiche molto forti su mare e costa, nonché un contestuale aumento del moto ondoso con mare agitato. Successivamente, nella giornata di Lunedì 23 Gennaio è transitato un secondo minimo di bassa pressione, che ha indotto un ulteriore rinforzo della ventilazione e a un significativo aumento del livello del mare che ha raggiunto valori di 130-140 centimetri. A questo si è sommato il moto ondoso, con onda fino a 2,5 metri sotto costa e oltre 3,5 metri al largo e la ventilazione, che se sulla parte settentrionale della costa spirava da Nord-Est, sulle aree costieri del riminese si è disposta prima da Levante e poi da Scirocco durante la traslazione del minimo di bassa pressione. Ciò ha comportato raffiche molto forti su costa e mare, con le onde che si sono abbattute sulla costa, peraltro durante la fase di alta marea. Un fattore da non sottovalutare è anche la combinazione tra le differenti direzioni dei venti, che ha prodotto dinanzi alla nostra costa il fenomeno che tra i marittimi è noto come ''ingolfatura'': praticamente il volume d'acqua sospinto dai venti provenienti da Sud-Est trova nella ventilazione nord-orientale presente più a nord una forma di ostacolo nella sua progressione, e viene quindi sospinto verso la costa. Ne sono conseguite sommersioni delle banchine portuali, forti fenomeni di erosione costiera e ingressioni marine. A Bellaria-Igea Marina la duna di protezione è stata completamente erosa in diversi punti, con l'acqua che ha raggiunto gli stabilimenti balneari e le strade limitrofe, mentre in prossimità del porto si sono registrati allagamenti dovuti alla fuoriuscita di acqua dal canale, alimentato anche dal transito della piena del fiume Uso nel tratto di valle, con difficoltà di deflusso verso il mare a causa del moto ondoso. Anche a Rimini si sono verificati disagi simili nelle aree in prossimità del porto.

Vorrei sottolineare ancora una volta il ruolo delle previsioni meteo, che sono state chirurgiche nel delineare questa ondata di maltempo.
Sì, anche perché è troppo facile ''prendersela'' solo quando le previsioni si rivelano errate. Sono previsioni, non certezze, ma molto più accurate rispetto tempo fa. Negli ultimi anni però è cresciuta a dismisura anche la pretesa da parte dell'utente, nel voler sapere a che ora e minuto inizierà o smetterà di piovere, e possibilmente anche in quale metro quadrato pioverà. Sono informazioni che non si possono fornire con precisione e probabilmente non si potrà mai farlo. Ma le previsioni ci sono, funzionano e servono a prevenire i rischi e i conseguenti danni. Di questa fase intensamente perturbata si sapeva almeno da 3-4 giorni, per cui non si può certo dire di essere stati colti impreparati. Anche le allerte emesse dagli enti preposti, arancione per vento, neve, stato del mare e mareggiate hanno avvisato di ciò che sarebbe potuto succedere. Poi c'è da dire che l'evento ha assunto caratteristiche molto significative, ma non in maniera imprevista. Avevamo parlato su Centro Meteo Emilia Romagna sia degli elevati accumuli di neve attesi nell'entroterra sia della burrasca prevista lungo la costa. E confido che questo sia servito ad informare quante più persone possibile, per quanto le previsioni non siano una mano che dall'alto vanno ad impedire l'accadimento di criticità. Una comunità correttamente informata è una comunità maggiormente capace di affrontare le situazioni più critiche. 

Gennaio ha cambiato marcia: prima decade mite, poi ora questa fase, con temperature sotto la media del periodo che sembra destinata a durare per tutti rimanenti giorni del mese, è corretto? 
Sì, diciamo che le temperature sono sotto media in quota, poi a livello locale specie sulle pianure e sulla costa, ci sono valori più alti, anche indotti dalla ventilazione proveniente dai quadranti orientali, con temperature più alte prossime alla media. Ad ogni modo il mese tenderà a concludersi con temperature simili, poi in graduale rialzo in quota su valori prossimi alla media climatologica.

Nel weekend altre possibili nevicate: la distanza temporale è ancora significativa, ma ad oggi cosa possiamo dire? 
Al momento è presto, però si vede un segnale per il fine settimana, in particolare sabato, per precipitazioni in formazione sul mare e in evoluzione verso l'entroterra. Potremo avere quindi nuove nevicate, anche fin sui 300-500 metri, ma con precipitazioni più sparse rispetto a quelle degli ultimi giorni. Attendiamo ancora un po', poi potremo fornire ulteriori dettagli in merito.


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