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Riccione, sulle orme del padre: il giovane judoka lo raggiunge dal Senegal dopo 10 anni

Storie di vittorie e ricongiungimenti della Polisportiva

Sport Riccione | 14:47 - 24 Gennaio 2023 Badiane Karamba Bruno con il padre Ousmane Badiane Karamba Bruno con il padre Ousmane.

È ripartita l'attività agonistica della sezione di judo di Polisportiva Riccione domenica 22 gennaio, dopo una brevissima pausa natalizia: in campo tutti gli agonisti di alto livello.

Badiane Karamba Bruno, 17enne senegalese, giunto in Italia solo 3 mesi fa per ricongiungersi al padre Ousmane (già campione di judo africano e tecnico di judo della Polisportiva di 10 anni), ha partecipato alla qualificazione regionale della Coppa Italia A2 under 35. Su 16 partecipanti, Badiane, sempre seguito dal padre a bordo tatami, è riuscito ad affermare la sua superiorità in 3 incontri su 5, conquistando un meritato quinto posto, che gli è valsa la sua prima qualificazione ad una finale nazionale italiana, nonostante fosse uno dei più giovani fra i partecipanti.

Morgana De Paoli, atleta di punta della sezione judo, già pluricampionessa italiana e atleta di punta della sezione judo e della nazionale italiana giovanile, era già qualificata di diritto.

La sezione judo avrà quindi l'onere e l'onore di rappresentare la città di Riccione alla prossima finale di Coppa Italia A2, puntando con entrambi gli atleti in gara a conquistare un posto d'onore che permetterà la qualificazione alla finale A1.
La più giovane fra gli agonisti Sofia Longo (under 15) e Dmytro Halich (detto Dima - under 18), invece hanno preso parte alla 14^ edizione del Trofeo Judo Lavis. La manifestazione ha visto oltre 600 atleti provenienti da gran parte del centro-nord Italia e dall'Austria. I due atleti Riccionesi seguiti dal Maestro Giuseppe Longo, hanno affrontato la gara con grande determinazione centrando il podio entrambi.

Sofia dopo due incontri ben gestiti, ha conquistato la finale contro l'avversaria/amica, la bolognese Lucrezia Mechi. Dopo un incontro tiratissimo fra le due atlete emiliano-romagnole, fra le più forti in Italia, a pochi secondi dalla fine Sofia ha subito un'azione dell'avversaria a seguito di un attacco costruito male e si è dovuta accontentare del secondo posto.
Dima, invece, ha combattuto in una delle categorie più numerose con ben 35 atleti a contendersi il podio. Dopo tre incontri gestiti magistralmente, l'atleta di origini ucraine ha avuto accesso alla semi-finale contro un forte atleta bolzanino, perdendo solo per sanzioni. Nella finale per il terzo posto ha vinto agevolmente per strangolamento costringendo l'avversario alla resa.


"È stata la giornata dei padri. Ousmane ha accompagnato il figlio alla sua prima gara ufficiale italiana, il padre di Dima ed io abbiamo accompagnato i rispettivi figli a Lavis. In particolare, la storia di Dima e Bruno è una storia di ricongiungimento ai loro padri: Bruno ha seguito le orme del padre in Senegal, che dal oltre 10 anni vive in Italia e solo da pochi mesi è finalmente riuscito a riunire la famiglia proprio nella nostra città; Dima, profugo ucraino, dopo quasi un anno che si trova a Riccione si è ritrovato con il padre che ha avuto finalmente il permesso di ricongiungersi alla sua famiglia in Italia. Tutte queste storie tanto diverse fra loro, trovano il loro anello di congiunzione nello sport e nella solidarietà, al di là di ogni risultato sportivo." commenta il maestro Giuseppe Longo.

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