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Rimini, 60 classi coinvolte nel progetto RispettoSi del Gruppo Sgr

L'appuntamento al Liceo linguistico Giulio Cesare – Valgimigli ha coinvolto 130 studenti delle terze classi

Attualità Rimini | 10:35 - 18 Gennaio 2023 Un momento dell'incontro Un momento dell'incontro.

Rispetto. E ancora rispetto. È entrato nel vivo il progetto RispettoSi, promosso dal Gruppo SGR per sensibilizzare gli studenti riminesi che grazie a questi appuntamenti vanno a 'scuola di rispetto' (sgrscuole.it).

Rispetto significa responsabilità, comportamenti concreti attraverso i quali mettere in pratica un modo di vivere basato sulla capacità di includere, sul riconoscimento dei diritti fondamentali delle persone,

Sono ben 60 le classi coinvolte.

 

L'appuntamento al Liceo linguistico Giulio Cesare – Valgimigli ha coinvolto 130 studenti delle terze classi nell'incontro con le psicologhe responsabili dell'associazione "Rompi il silenzio" che si occupa di aiutare le vittime di violenza.

 

"È importante – spiega la Prof.ssa Cinzia Tizzi - ragionare insieme ai ragazzi sul tema delle relazioni, del rispetto fra persone. In questa occasione il focus è stato sulla violenza di genere, esito di una precedente mancanza di attenzione al valore della persona. L'incontro rientra in un Progetto Erasmus+Active che sfocerà in una rappresentazione teatrale 'Shakespeare on stage' e grazie all'iniziativa del Gruppo SGR è possibile offrire ai ragazzi un'attività che apre alla conoscenza di ciò che accade al di fuori delle aule scolastiche"

 

Grande attenzione dai ragazzi alla testimonianza dell'Associazione Rompi il Silenzio.

"La mattinata con gli studenti – dice Daniela Palmieri, psicologa e psicoterapeuta - è stata un'esperienza davvero positiva, il progetto del Gruppo SGR guarda al rispetto fra le persone e la violenza di genere mette in luce una particolare debolezza delle persone.

Siamo contente di avere dato un contributo sulla nostra esperienza, raccontando l'attività dei centri antiviolenza e favorire l'espressione da parte degli studenti.

All'origine c'è la necessità di recuperare una cultura della gentilezza, del rispetto reciproco. Poi la cronaca ci 'schiaffeggia' con casi anche violenti ma è chiaro che inizialmente deve esserci una capacità di riconoscere l'altro, la sua dignità e la sua unicità. E' molto positivo che la scuola venga animata con questi contenuti".

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