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Rimini Calcio, niente processi: si guardi avanti. È il momento delle scelte

Fiducia al 4-3-1-2 e alla coppia d'attacco Santini-Mattia Rossetti

Sport Rimini | 09:33 - 15 Gennaio 2023 Mattia Rossetti in azione Mattia Rossetti in azione.


di Riccardo Giannini

Tre sconfitte consecutive hanno inevitabilmente aperto i processi in casa Rimini. Onestamente le vittorie di inizio stagione hanno creato delle aspettative: io stesso ho considerato il Rimini come outsider nella corsa con le big, dopo le vittorie contro Entella e Gubbio, ma anche dopo il rotondo successo contro la Vis Pesaro, che sembrava una grande prova di forza contro un avversario certamente non da primi posti, ma neppure un'armata brancaleone. E invece i marchigiani avevano più problemi del previsto, i più gravi i problemi fisici dei due migliori giocatori, Marcandella e Di Paola: rivista oggi, quella partita fa tutto un altro effetto.

Il Rimini, nel corso della stagione, ha perso certezze. In primis hanno pesato gli infortuni a catena che hanno indebolito il reparto offensivo, ma anche diversi calciatori hanno peggiorato le loro prestazioni.  Le colpe sono anche dell'allenatore Gaburro ed evidentemente qualche errore è stato fatto anche dal ds Maniero: tralasciando i discorsi sul budget, poteva essere preso qualche giovane in più e lasciato a casa qualche senatore sul quale si è scommesso, che non ha reso il giusto. Tuttavia, riconosciamo che è il classico discorso con il senno di poi. Infatti proviamo a lasciare da parte i processi e guardiamo al futuro, al ciclo di tre partite (Olbia, Lucchese e Alessandria) che il Rimini non può sbagliare.

Punto primo, l'attacco. Il trio titolare, a mio modo di vedere, deve essere quello formato da Gabbianelli alle spalle di Mattia Rossetti e Santini. Il primo non è brillantissimo in questo periodo, ma tornerà ad essere il catalizzatore del gioco biancorosso, ne sono convinto. Il secondo è l'ideale partner del terzo. Vano ha bisogno di ricaricarsi mentalmente e fisicamente. Quando sarà vicino al 100%, tornerà in campo. Accursi merita più spazio. Un giovane c'è, gli va dato spazio. E con il 4-3-1-2 il vice Gabbianelli può e deve essere Tonelli, lasciando spazio, come mezzali, a Biondi e Delcarro, con Matteo Rossetti alternativa. Servirebbe un altro innesto a centrocampo. Il ruolo di playmaker è delicatissimo. Non è facile, soprattutto a gennaio, trovare un giocatore che garantisca filtro e dia ordine alla manovra. Simone Pasa ha firmato un contratto biennale. Ci auguriamo che il pronto inserimento di Biondi e una crescita della squadra possa giovargli. Se non ora, a giugno bisognerà comunque intervenire nel ruolo. 

Tra i pali c'è una situazione paradossale. I portieri sono entrambi forti, ma Galeotti a fine stagione tornerà alla Spal, mentre Zaccagno ha un contratto annuale: il secondo fisicamente si è ritrovato, bisogna capire quante possibilità ci siano per il prolungamento del contratto. Ergo, da qui a fine stagione va scelto un titolare, ma chi? 

In difesa l'allarme scatta sulle fasce. Laverone ha un contratto di due anni, Tofanari idem. Il primo ha avuto un rendimento significativo, contribuendo all'ottimo inizio del Rimini, poi è sparito di scena. Gli altri terzini sono andati a corrente alternata: in tutta sincerità Haveri ha bisogno ancora di masticare tanto pane duro, in Serie C, prima di affrontare palcoscenici più impegnativi. Forse Gaburro deve fare una scelta definitiva e portarla fino in fondo. I centrali sono andati tutti a corrente alternata e forse bisognerebbe preferire quelli che hanno un contratto biennale, per capire quanto possano dare alla causa biancorossa. 

Ora il Rimini deve fare i punti per riportare morale e serenità nell'ambiente, poi dovrà fare i conti anche con le prospettive future.  Difficilmente la società biancorossa potrà mettere a bilancio un budget per puntare alla promozione diretta. Ma da qui a fine stagione bisogna individuare lo zoccolo duro della rosa e nel calciomercato estivo puntellare e "rinfrescare". Under, under, under: perché a questo Rimini mancano soprattutto la freschezza, l'entusiasmo, la qualità e la voglia di emergere di qualche ragazzo. Non si offenda nessuno, ma mi piace ricordare il vecchio detto: "Meglio l'asino vivo del dottore morto..".




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