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A processo come 'furbetta' del reddito di cittadinanza: assolta dopo due anni

È quanto successo a una 55enne riminese

Attualità Rimini | 11:30 - 14 Gennaio 2023 Archivio Archivio.


Si è ritrovata a processo, accusata di aver acquistato un'automobile in violazione della normativa del reddito di cittadinanza. Una 55enne riminese, difesa dagli avvocati Gilberto Gianni e Massimiliano Cornacchia, è stata assolta, perché il fatto non costituisce reato. Era stata denunciata per omessa comunicazione della variazione di reddito, come previsto dal decreto legge 4 del 28 gennaio 2019, che ha introdotto la misura in Italia. 

Nella primavera del 2020 alla donna era stato concesso questo beneficio, poi, come ricostruito in sede processuale, a novembre 2020 la 55enne aveva trovato lavoro, dandone comunicazione al Centro per l'impiego. A causa di un malinteso, non aveva però compreso che ciò non fosse sufficiente per non percepire più il reddito di cittadinanza. Così l'acquisto successivo di un'automobile, che per i percettori è possibile solo in presenza di determinate condizioni, e la mancata comunicazione hanno fatto scattare il controllo della Guardia di Finanza. Le indagini si sono concluse nel 2021 con un decreto penale di condanna, a cui hanno fatto opposizione i legali. Nel processo sono stati mostrati gli estratto conto della 55enne, che, durante il periodo in cui ha lavorato, non ha mai fatto uso della tessera del reddito di cittadinanza. I soldi, se non spesi attraverso la tessera, non vengono accreditati in alcun modo e accumulati, ma tornano allo Stato. È così caduta ogni accusa: la donna non era affatto una "furbetta" del reddito di cittadinanza. 


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