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Torturato e ucciso per la spartizione del bottino dei colpi a Rimini: altri due arresti

Un 25enne tunisino fu ucciso dai complici perché accusato di essersi impossessato del bottino

Cronaca Nazionale | 13:29 - 13 Gennaio 2023 Archivio Archivio.


Sono stati arrestati in Germania, dove erano fuggiti, gli ultimi due dei cinque presunti responsabili dell'omicidio di via Larga del 12 luglio scorso, in cui venne ucciso il 25enne tunisino, senza fissa dimora, Kaled Maroufi, vittima di torture durate ore perché sospettato di essersi impossessato di parte della refurtiva frutto delle rapine commesse a Rimini nei giorni precedenti, insieme ai suoi futuri aguzzini.

Le indagini condotte dal Nucleo investigativo dei carabinieri di Bologna hanno permesso di ricostruire gli spostamenti degli ultimi due sospettati, anche attraverso la comparazione delle celle telefoniche di via Larga e della stazione di Bologna con i telefoni che si sono connessi al wi-fi dei treni sui quali sono saliti i giovani tunisini, che dopo il delitto si sono divisi. Tre si sono diretti in Francia, ma sono stati fermati a Ventimiglia, dove due di loro sono stati arrestati e uno lasciato in libertà per mancanza di prove. Gli altri due invece sono riusciti a varcare il confine, dirigendosi in Germania. Durante la fuga i cinque sono sempre rimasti in contatto, comunicando con messaggi in cui si accusavano reciprocamente della morte di Kaled. "Mi stai dicendo che il ragazzo è morto?", si chiedono. "Io ti avevo detto di torchiarlo piano e tu sei andato oltre", è la risposta. E poi c'è un video, trovato nel cellulare di uno degli indagati, in cui si vede l'ultimo arrestato in Germania torturare la vittima, legata a una sedia, con un coltello. "L'avete visto il ladro, qui, che ha un tatuaggio con scritto mamma?", dice quest'ultimo, mentre probabilmente pratica a Kaled dei tagli proprio su tatuaggio. È stato riconosciuto grazie alle cicatrici presenti sull'avambraccio della mano che impugna il coltello e grazie alla voce, che è la stessa dei messaggi vocali inviati dal treno e in alcuni video su Facebook. Il video è di 32 secondi, ma le torture sono durate tra le 3 e le 4 ore, durante le quali la vittima è stata colpita da pugni, calci e coltellate in ogni parte del corpo.

La notizia dell'arresto in Germania degli ultimi due presunti responsabili dell'omicidio è arrivata ieri ai carabinieri e alla Procura di Bologna. Di questi, il primo è stato arrestato tra ottobre e novembre per spendita di monete false, l'altro, che sarebbe uno dei due protagonisti delle sevizie, è stato arrestato nel periodo delle feste. Tutti i presunti responsabili devono rispondere dell'accusa di omicidio aggravato da sevizie e crudeltà. Per i due attualmente in carcere in Germania verrà chiesta l'estradizione.


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