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Rimini capitale della cultura, la ditta Eventi 3 al lavoro sul dossier di candidatura

Tra gennaio e febbraio la call internazionale per l’individuazione della direzione artistica

Attualità Rimini | 13:52 - 10 Gennaio 2023 Tempio Malatestiano di Rimini ARCHIVIO Tempio Malatestiano di Rimini ARCHIVIO.


Con l'elaborazione del dossier di candidatura, compie un passo avanti il percorso che conduce appunto alla candidatura di Rimini capitale italiana della cultura 2026, il progetto voluto dall’amministrazione comunale "con l’obiettivo di consolidare e strutturare la crescita sociale ed economica della città attraverso il potente volano della dimensione culturale". La candidatura, si legge in una nota, "non nasce solo dalla volontà di ambire ad un riconoscimento prestigioso e di grande valenza per l’immagine della città, ma offre l’opportunità di poter definire un vero e proprio piano strategico della cultura di medio e lungo periodo, in grado di tracciare le linee di sviluppo per i prossimi anni". 

IL DOSSIER DI CANDIDATURA Cuore dell’iter previsto per ambire a rientrare nella ‘short list’ delle città in lizza per il riconoscimento è l’elaborazione del “dossier di candidatura”, un documento che raccoglie il progetto culturale e gli obiettivi del territorio proponente, l’organigramma, la valutazione di sostenibilità economica. Per la definizione del dossier l'amministrazione comunale ha valutato la necessità di avvalersi di una ditta specializzata nella fornitura di servizi a supporto della programmazione, preparazione, analisi ed elaborazione dei risultati. È stata scelta la ditta Eventi 3, con sede a Torino, che assisterà l’ente nella gestione delle varie fasi di elaborazione del dossier di candidatura: la procedura di selezione della direzione di candidatura, la scelta dei temi e dei soggetti da coinvolgere, la definizione del modello di governance, il coordinamento delle istituzioni pubbliche e private che partecipano all’ideazione dei progetti, la supervisione della stesura del dossier, l’intercettazione di fondi pubblici e privati, statali e comunitari, l’eventuale presentazione del dossier in audizione al Ministero della Cultura. Il tutto con la supervisione e in stretto coordinamento con il Comune di Rimini e il Piano Strategico.  

Prossimo step del percorso verso la candidatura a “Rimini capitale italiana della cultura 2026” sarà la pubblicazione tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio, della call internazionale che servirà all’individuazione del direttore o del team dei direttori artistici, altro tassello decisivo di questo mosaico che si sta via via definendo.   

“Un lavoro corposo e importante – è il commento dell’amministrazione comunale - che rappresenta per noi l’occasione di mettere nero su bianco le direttrici per la crescita culturale di Rimini, capace cioè di intercettare il pubblico e le esigenze legate alla nuova domanda culturale, segnata dagli stravolgimenti dell’ultimo biennio e capace quindi di rispondere in maniera efficace ai profondi mutamenti ancora in corso. Obiettivi da raggiungere con il coinvolgimento di tutte le istituzioni culturali della città, da quelle pubbliche (rete dei teatri e musei comunali, Fellini Museum, cineteca e biblioteca) a quelle private, oltre che aperta all’intera comunità intera”



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