Martedì 07 Febbraio02:07:10
Android
 | 
iOs
 | 
Mobile

Rimini, i numeri del 2022 dei musei. E nel futuro ci sono grandi mostre ed esposizioni

Il sindaco Sadegholvaad: 'Cercheremo un surplus di visitatori rispetto all'attività ordinaria museale'

Attualità Rimini | 12:49 - 04 Gennaio 2023 Museo della Città di Rimini GALLINI Museo della Città di Rimini GALLINI.


Tempo di bilanci per la rete museale riminese, tradizionale e di nuova generazione, alla prova del 2022, di fatto il primo anno in cui gli istituti culturali dell'intero Paese sono tornati a un'attività vicina alla normalità, dopo i due anni delle chiusure totali o e fortissime limitazioni dovute alla pandemia. I dati ISTAT e SIAE consegnano, infatti, per il 2020 e il 2021 una fotografia comprensibilmente negativa per tutto il sistema culturale italiano in raffronto al 2019, con cali rispetto del 70 per cento (anno 2020) e del 63 per cento (2021) per musei e pinacoteche e del 78 per cento (2020) e 73 per cento (2021) tra cinema, teatro e mostre. "Nei 12 mesi del 2022 l'Italia della cultura si è parzialmente rialzata in piedi, recuperando terreno, attrattività e ascesa di numeri, pur senza tornare ancora ai livelli pre pandemici e con linee di tendenza generali in cui all'evidente ritorno di visitatori e spettatori non corrisponde ancora probabilmente un proporzionale incremento della spesa", evidenzia l'amministrazione comunale in una nota.

Rimini, nel 2022, portava con sé un'aspettativa ulteriore e cioè un primo, seppur condizionato, test per un sistema museale che proprio sotto la scure del biennio orribile della pandemia aveva visto aprire gli occhi due nuove strutture museali dalle peculiari caratteristiche, come il Fellini Museum e il PART, andate ad affiancarsi al Museo della Città e alla Domus del Chirurgo. 

Scorporando per natura, si registra un quasi perfetto bilanciamento tra dato dei tradizionali istituti archeologici e storici (Museo della città e Domus del Chirurgo) che sommano 77.458 ingressi e quello nuovo del Fellini Museum, che ha aperto i battenti un anno e mezzo fa (il castello, successivamente palazzo Valloni) e che registra complessivamente 75.694 visitatori. 

Molto interessante il dato degli incassi, tra ingressi e acquisti presso book shop: 423mila euro, con il Fellini Museum in vetta per biglietti staccati (200mila euro) e book shop (45mila euro).

Proprio sul Fellini Museum è stato attivato un innovativo sistema di monitoraggio dei flussi dei visitatori, da cui è emersa "un' interessante segmentazione". A partire dalla provenienza dei visitatori: 8% (Comune di Rimini); 5% (provincia di Rimini); 50% (Italia); 20% (estero con picchi al 35% nei mesi da giugno a settembre); 17% in corso di rilevazione. Più nel dettaglio: per il campione nazionale Emilia Romagna 33%, Lombardia 15%, Veneto 12% (poi Marche 8% e Piemonte 7%); per quello estero Germania 22%, Francia 8%, Stati Uniti e Svizzera 7% (poi Polonia 6%; Regno Unito 3%).

Per il sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad, l'attività del Museo della Città "rimane solida certezza, nonostante gli effetti pandemici abbiamo sensibilmente limitato anche quest’anno le visite scolastiche, da sempre pubblico privilegiato di Museo e Domus (e domani anche del Fellini Museum)". Il secondo riscontro è "l’impatto evidente che ha avuto il Fellini Museum già nel primo anno di vita, con una attrattività evidente su tutto ciò che va oltre i confini provinciali e anche nazionali, e dunque la conferma delle sue straordinarie potenzialità internazionali". 

Per il biennio 2023-2024 il comune dI Rimini punta su grandi eventi temporanei (mostre ed eventi espositivi di qualità) per garantire "un surplus di attrazione" al di fuori dell'attività museale ordinaria.  "Nel frattempo - evidenzia Sadegholvaad - il Museo della Città rinascerà con il nuovo percorso museale dall’Alto Medioevo al Rinascimento, e il PART verrà completato con il rinnovamento del piano superiore: azioni che metteranno a disposizione luoghi, sale aggiuntive e soprattutto potenzieranno lo stimolo culturale a frequentare questi Istituti in ogni periodo dell’anno, trasformando, come dice il Direttore Giovanni Sassu, i Musei di Rimini da Musei della città a Musei per la città".

Per il Fellini Museum si punterà sul rafforzamento "degli organici nella direzione dello studio e della consultazione dell’opera del Maestro e, più in generale, un nuovo sistema di comunicazione di tutto ciò che è il Polo museale Riminese".

“In questo lungo post Covid - commenta Marco Leonetti, responsabile della Cineteca e del Fellini Museum - è come se tutti gli istituti culturali avessero dovuto ricostruire una familiarità, un’abitudine, quasi una confidenza con il proprio pubblico e questo è risultato essere ancora più urgente e necessario per un museo, come quello felliniano, nato proprio nell’incertezza di questo periodo". Leonetti parla di questo biennio (2022-2023) come un biennio di semina, individuando come priorità "le attività didattiche per la formazione del pubblico del futuro" e quelle d'archivio, "per la ricerca, anche a sostegno della programmazione del museo".




< Articolo precedente Articolo successivo >