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Misteri Riminesi, la città, sorridente e patinata, è molto più complessa di come appare

Sotto la superficie glamour, nasconde una vena crepuscolare che è un mondo a parte

Attualità Rimini | 12:38 - 03 Gennaio 2023 Misteri Riminesi, la città, sorridente e patinata, è molto più complessa di come appare

Rimini è una città di sole e di mare, di feste, club, discoteche e boutique. Ha dato i natali a personaggi come Fellini, Tonino Guerra, Hugo Pratt, Sergio Zavoli e Marco Simoncelli, tra gli altri. Tutta gente che si è guadagnata il suo posto al sole, come si suol dire. Gli abitanti sono goderecci, amano il buon cibo, la spiaggia e le feste nei locali più celebri.
Nessuno, se potesse scommettere su 20Bet, punterebbe un centesimo sull’esistenza di un lato oscuro di questa città. Nessuno di coloro che la conoscono superficialmente.
La nostra città, sorridente e patinata, è molto più complessa di come appare e, sotto la superficie glamour, nasconde una vena crepuscolare che è un mondo a parte, sotterraneo o lunare, popolato da orchi, streghe, templari e fantasmi, senza contare i molti occultisti.
 

L’altra faccia di Rimini


Se, passeggiando per le vie di Rimini, si approda a Piazza Tre Martiri, ci si ricorderà che in un tempo lontano, lì sorgeva la chiesa di San Michele in Foro, sopra a un tempio pagano, e, sempre lì, era ubicata la sede di un nutrito gruppo di templari che arrivarono in città intorno al 1.200 e che sparirono nel nulla, tutti insieme, nel 1.307.
La Rocca di San Leo, invece, ospitò nei suoi ultimi giorni un celebre occultista, il Conte di Cagliostro e tuttora si può vedere la sua cella, dove fu rinchiuso nel 1791 per morirvi quattro anni dopo.
Tra il 1920 e il 1930, Rimini ospitò gruppi di occultisti, mesmerizzatori e teosofi di ogni foggia che raccoglievano l’eredità del conte.
Tuttavia, bisognerà aspettare fino agli anni ’50 e ’60 affinché la nostra città diventi la roccaforte dello spiritismo italiano. Due medium, Luciano e Serina Rossi, diedero vita  a un imponente circolo segreto, la cui fama travalicò i confini cittadini e attirò dentro le mura occultisti provenienti da ogni parte d’Europa.
Due decadi più tardi, la nostra città vedeva nascere sette religiose di ogni tipo, alcune decisamente creative, che però svanirono nell’arco di un decennio.
 

Il Tempio Malatestiano


Il celebre tempio, costruito da Sigismondo Pandolfo Malatesta, suscita tuttora qualche perplessità dato che tra le sue decorazioni c’è ben poco di sacro e molto, ma molto, di profano. All’epoca, nel XV secolo, durante il Concistoro di Pio II, il Malatesta fu accusato di compiere, all’interno del tempio, i più esecrabili riti pagani. In effetti, secondo studiosi del calibro di Charles Mitchel e Roberto Valturio, il tempio è pregno di simboli che alludono a dottrine ermetiche e neoplatoniche, ricco di traduzioni plastiche dei testi di Macrobio e Ermete Trimegisto. Ogni suo fregio nasconde simboli riconoscibili solo per gli iniziati e, sebbene c’è chi affermi che siano tutte esagerazioni, rimane il fatto che il conte Malatesta trafugò in Grecia le ossa di Giorgio Gemisto Pletone e le fece tumulare nel tempio.
 

Fantasmi


Rimini non attira solo turisti in zoccoli e canotta. Qualche decennio fa, nel 1987, fu invasa da schiere di ghostbusters, compreso il blasonato Centro di Parapsicologia di Bologna. I celebri fantasmi di Mondaino – gli ennesimi amanti sfortunati, presenti in ogni libro di fantasmi che si rispetti-, avevano terrorizzato i due poliziotti a guardia dei seggi elettorali.
Il castello di Santarcangelo è anch’esso una meta gettonata tra gli ectoplasmi e pare che il fantasma di Francesca da Polenta in Malatesta, donna irrequieta sia da viva che da morta, si aggiri nei suoi saloni.
A Montefiore, invece, c’è una villetta perennemente sfitta. I temerari che l’hanno abitata nel corso degli anni, attirati dal prezzo stracciato, l’hanno abbandonata quasi subito in preda al terrore. C’è poco da fare, è proprio infestata.
 

Orchi


A San Giovanni in Marignano, secondo le dicerie popolari, hanno un concetto tutto loro di ospitalità. Pare che nel corso del 1800 la popolazione locale banchettò con un soldato austriaco, nel senso che il piatto forte era lui e, visto il successo dell’iniziativa, ripeterono l’esperienza un centinaio d’anni più tardi a spese di un ignaro tedesco.
 

Se non bastasse

I misteri riminesi sono ancora moltissimi e non basterebbe un intero libro per raccontarli tutti. Tuttavia, perché si sappia, non ci siamo fatti mancare proprio nulla e, secondo molte fonti storiche, a partire dal 1700 e fino a metà del secolo scorso, nei cieli riminesi sono apparsi Ufo e oggetti misteriosi di ogni foggia.



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