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Sanità, Cgil: 'inaccettabile' il taglio di automediche in Romagna

Il sindacato si domanda come si gestiranno i flussi turistici, come sarà possibile presidiare un territorio così vasto e quali garanzie avranno gli infermieri

Attualità Rimini | 07:29 - 30 Dicembre 2022 Automedica Automedica.

Dopo lo Snami, il sindacato dei medici, anche la Cgil si schiera contro la decisione dell'Ausl Romagna di ridurre le automedicalizzate a Rimini e Meldola. Una decisione che fa il paio con quanto avvenuto sul territorio di Lugo. La Cgil di Ravenna, Forlì, Cesena e Rimini, congiuntamente alle categorie di Funzione pubblica, ritiene "grave non aver avuto alcuna informazione preliminare", né sul taglio né sul più complessivo "progetto di sviluppo del sistema di soccorso preospedaliero in Romagna", ricevuto via email il 24 dicembre. Come segnalano le parti sociali, "un progetto di tale portata comporta ricadute sia sui cittadini in termini di servizio che sul personale sanitario coinvolto, in particolare medici ed infermieri". Dunque la Cgil non condivide né il metodo né il merito di "una scelta attuata senza confronto. Confronto più che mai urgente, perché tante sono le domande e le criticità su cui chiediamo risposte". Più nel merito il sindacato si domanda, se le automediche passano da 12 a nove, come si gestiranno i flussi turistici, come sarà possibile presidiare un territorio così vasto e quali garanzie avranno gli infermieri. La motivazione addotta, prosegue, "sta nella statistica e nel numero di interventi che il mezzo di soccorso medicalizzato effettua, tuttavia resta "inaccettabile" che un progetto di riorganizzazione del sistema di soccorso preospedaliero "entri in vigore con un taglio dei servizi ai territori senza un confronto preliminare". Così, chiosa la Cgil, "sorge il sospetto che l'urgenza con cui si vuole attuare il provvedimento sia solo l'anticipo di altre misure che incidono sulla capacità di tenuta del Sistema sanitario pubblico". L'auspicio è che l'Ausl Romagna e la presidenza della Conferenza territoriale sociosanitaria garantiscano "un maggior coinvolgimento in modo da garantire la qualità della risposta pubblica al territorio e agli addetti ai lavori le maggiori tutele possibili e la giusta gratificazione professionale ed economica". (Dire)

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