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Gli italiani comprano meno regali online, Indino contento ma chiede più taglio del cuneo fiscale

'Nelle tasche dei lavoratori devono rimanere più risorse', evidenzia il n.1 della Confcommercio

Attualità Rimini | 16:10 - 21 Dicembre 2022 Gianni Indino, presidente Confcommercio Rimini Gianni Indino, presidente Confcommercio Rimini.


Nuovo appello di Gianni Indino, presidente della locale Confcommercio, affinché i regali last-minute di Natale siano effettuati nei negozi di vicinato. Intanto un'indagine di Confcommercio nazionale evidenzia un dato eclatante: dal 2009, è in calo la percentuale dei consumatori che fanno acquisti online, dal 69% del 2021 al 64,6%. Salgono le preferenze per i negozi di vicinato, che passano dal 42,5% del 2021 al 45% (+2,5%). "Un segnale che ci rincuora e ci gratifica per gli enormi sforzi messi in campo da tutti, in primis dai commercianti e dagli esercenti di vicinato che nonostante i rincari per la gestione dell’attività hanno contenuto i prezzi e limitato le spese, offrendo qualità che si può toccare con mano, scegliere, confrontare", evidenzia Indino.

Sempre dall’indagine Confcommercio, emerge che "nonostante il caro-bollette e l’inflazione galoppante tre persone su quattro hanno deciso di fare i regali di Natale, con un tetto massimo di spesa di 300 euro: il 64% spenderà tra 100 e 300 euro, mentre solo un consumatore su 3 non supererà i 100 euro per portare un presente a parenti ed amici". Andando nello specifico dei prodotti acquistati, a fare registrare l’incremento maggiore rispetto allo scorso anno sono i prodotti per animali (+ 8,4%), mentre in cima alla lista dei regali più diffusi si confermano i prodotti enogastronomici (70%), i giocattoli (49%), libri ed e-book (48%), abbigliamento (47% con un buon +5% rispetto all’anno scorso) e prodotti per la cura della persona (41%).

"Per confermare questo trend tutto sommato positivo, occorrono però ulteriori accorgimenti, a cominciare da quell’abbattimento del cuneo fiscale che, così come è stato proposto dal governo, non dà i risultati che ci aspettavamo", puntualizza Indino, che aggiunge: "Sarebbe opportuno che nelle tasche dei lavoratori rimanessero più risorse, che consentirebbero maggiore possibilità di spesa per tutti, in particolare per quel 27,3% che quest’anno non farà acquisti principalmente per risparmiare, per il peggioramento della propria condizione economica o per l’aumento dei prezzi a causa dell’inflazione. La ripresa dei consumi è elemento fondamentale per la ripresa della nostra economia”. 


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