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Dissesto idrogeologico, in provincia di Rimini il 21,8% del territorio è a rischio

188,7 km quadrati di superficie si trovano in aree di pericolosità da frana elevata e molto elevata. Si tratta del secondo dato più alto a livello regionale, in percentuale alla superficie

Attualità Rimini | 12:14 - 15 Dicembre 2022 Immagine di repertorio Immagine di repertorio.

In occasione della "Giornata Mondiale del suolo" che si è tenuta il 5 dicembre scorso, i dati dell'osservatorio Ispra riguardanti le aree a rischio frane e alluvioni (edizione 2021 del report "Dissesto idrogeologico in Italia: pericolosità ed indicatori di rischio"), sottolineano un contesto allarmante.

"In provincia di Rimini il tema a oggi è più che mai attuale, afferma il Presidente di Coldiretti Rimini Guido Cardelli Masini Palazzi - che evidenzia il mix micidiale dei cambiamenti climatici e della sottrazione di terra fertile capace di assorbire l'acqua.
Rientriamo a pieno titolo in questa situazione di esposizione al rischio franoso e idraulico, infatti nello specifico il 21,8% del nostro territorio, pari a 188,7 km quadrati di superficie, si trova in aree di pericolosità da frana elevata e molto elevata. Si tratta del secondo dato più alto a livello regionale, in percentuale alla superficie.
Troviamo poi 79,6 km quadrati, pari dunque al 9,2%, dei terreni, che si trovano in area a pericolosità idraulica elevata.

Sono inoltre 8.076, corrispondenti al 2,5%, i cittadini che vivono in aree a rischio frana elevata e molto elevate, e anche in questo caso Rimini è tristemente al secondo posto a livello regionale in termini percentuali;  mentre 3.390 sono le famiglie che vivono in aree a rischio frana elevata e molto elevate corrispondenti al 2,5%. Gli edifici che si trovano in aree a rischio franoso di impegno elevato e molto elevato,   sono 3.484;   e   ben 85.766, corrispondenti al 26,7%   e sono  al primo posto a livello regionale in termini percentuali,  i residenti che si trovano in area a rischio alluvione elevata. Infine, ammontano a 36.446 le famiglie che si trovano in area a rischio alluvione elevate e anche queste in termini percentuali (26,9%) sono al primo posto a livello regionale.

Si tratta di numeri, conclude Il Presidente Cardelli Masini Palazzi, che hanno un significato importante rispetto alle condizioni in cui si trova il territorio riminese".

"Dobbiamo invertire una tendenza molto pericolosa e rimettere l'agricoltura con la produzione di cibo e la salvaguardia del territorio al centro del sistema Paese - spiega il Direttore di Coldiretti Rimini Alessandro Corsini - la presenza delle aziende agricole garantisce una costante e vitale attività di manutenzione contro il dissesto idrogeologico e l'erosione, ma anche contro gli incendi innescati dagli effetti dei cambiamenti climatici

Il suolo e la presenza delle aziende agricole che se ne prendono cura - conclude il Direttore Corsini - sono elementi imprescindibili per la vita sulla Terra perchè garantisce lo sviluppo delle piante, la produzione di cibo, l'assorbimento di CO2 contro i cambiamenti climatici e ricorda l'impegno di Coldiretti affinchè venga promulgata  una legge che vieti la produzione, l'uso e la commercializzazione del cibo sintetico in Italia, dalla carne prodotta in laboratorio al latte "senza mucche" fino al pesce senza mari, laghi e fiumi".

Anche il dato fornito dal Sistema nazionale per la protezione dell'ambiente,  nel report "consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici, edizione 2022" – evidenzia Giorgio Ricci Vice Direttore di Coldiretti Rimini-  mostra che negli ultimi 21 anni nella provincia di Rimini sono scomparsi circa 405 ettari di terreno e se la cementificazione avanza – conclude Ricci – avrà un impatto sulla nostra sicurezza idrogeologica e alimentare e pertanto sarebbe opportuno rivedere le progettualità che prevedono il consumo di suolo fertile in particolare riguardo si ritiene che la variante SS16, progettata oltre 10 anni or sono, è oggigiorno una pianificazione anacronistica che necessita di un nuovo studio di impatto ambientale alla luce della transizione ecologica, di sostenibilità ambientale e di spreco del suolo

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