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Calcio RSM, il team manager Albani sferza il Murata: 'Serve subito la reazione'

Il dirigente: 'Il ko contro il Cailungo fa male, eppure i playoff sono raggiungibili. A gennaio ci rinforzeremo'

Sport Repubblica San Marino | 17:55 - 07 Dicembre 2022 Il team manager del Murata Nicola Albani Il team manager del Murata Nicola Albani.


Dopo il pesante ko per 4-1 per mano del Cailungo, in casa Murata si guarda all'immediato futuro fatto di tre partite fondamentali prima della sosta: domenica a Fiorentino la sfida contro La Fiorita, poi mercoledì il ritorno dei quarti di finale con La Folgore, infine lo scontro diretto contro il Fiorentino che in questo momento è all'ultimo posto della classifica con un punto in meno rispetto al Murata.

A far sentire la sua voce è la società per bocca del team manager Nicola Albani: “Il momento è difficile, veniamo da una striscia di sei sconfitte alcune maturate dopo prestazioni insufficienti e altre al termine di partite contro Tre Fiori e Virtus in cui abbiamo fatto meglio. Dobbiamo rimanere lucidi e tranquilli da un lato, ma dall'altro fortemente determinati a riscattarci e a fare punti per risalire la corrente perchè il traguardo dei playoff è ancora tutto da giocare con più di un girone a disposizione. A gennaio si aprirà il mercato e noi interverremo di sicuro con qualche innesto”.


Cosa è accaduto contro il Cailungo?

“Credo che in parte abbiamo pagato sotto il profilo fisico e mentale il terzo impegno in una settimana: una volta andati in svantaggio abbiamo accusato il colpo. Non c'è stata però reazione e questo non mi è piaciuto. Peccato, perchè il Cailungo è una diretta concorrente per la salvezza e riteniamo che la classifica non rispecchi il valore della rosa. Insomma, possiamo fare di più. Tutti”.


In Coppa Titano il discorso qualificazione è apertissimo...

“E' così, ma adesso dobbiamo pensare a La Fiorita. I giocatori hanno voglia di riscatto, li ho visti determinati alla ripresa e questa partita, complicata per il valore dell'avversario, ci può dare la scossa. Non abbiamo niente da perdere. Dobbiamo giocarla come fosse una finale. La società chiede massimo impegno e un atteggiamento diverso da quello della vittima sacrificale”.








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