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Antenne, a Rimini si cambia: nuovo regolamento. Niente installazioni in aree sensibili

Sono quelle che ospitano strutture scolastiche, zone di parco classificate a e riserve naturali

Attualità Rimini | 14:04 - 16 Dicembre 2022 Foto di repertorio Foto di repertorio.



Entro il 30 settembre di ogni anno i gestori delle compagnie telefoniche dovranno presentare al comune di Rimini il proprio piano di sviluppo con le previsioni dei nuovi impianti, che poi sarà oggetto di confronto con gli uffici e i portatori di interesse per essere approvato entro la fine dell’anno dal consiglio comunale, confluendo nella “Mappa delle localizzazioni”. E’ questa la principale novità del nuovo “regolamento comunale per l’insediamento degli impianti per la telefonia mobile e la minimizzazione dell’esposizione ai campi elettromagnetici”, approvato ieri (giovedì 14 dicembre) dal consiglio comunale di Rimini. 

Il regolamento, frutto di un dettagliato e complesso lavoro condotto dagli uffici tecnici del comune con il supporto della società specializzata POLAB, ha nella “Mappa delle localizzazioni” una parte integrante: la mappa comprende sia gli impianti esistenti attivi, sia quelli in fase istruttoria, sia le cosiddette “aree di ricerca” che i gestori hanno presentato al comune e su cui il comune stesso ha individuato localizzazioni preferenziali ritenute le più idonee per ospitare i nuovi impianti. La mappa sarà aggiornata annualmente, con il vaglio del consiglio comunale.

La procedura prevede che entro il 30 settembre di ogni anno i gestori interessati e le tower company presentino al Suap il programma di sviluppo della propria rete che intendono realizzare l’anno successivo. Il programma di sviluppo dovrà contenere lo stato di fatto degli impianti attivi sul territorio, l’ipotesi di localizzazione puntuale o le aree di ricerca per i nuovi o le modifiche previste sugli impianti esistenti. Il programma di sviluppo sarà poi sottoposto alla verifica dell’amministrazione comunale di Rimini e di eventuali consulenti esterni, valutandone la compatibilità ambientale, urbanistica, edilizia e sarà parallelamente oggetto di un confronto pubblico con i portatori di interesse. A fronte dei programmi di sviluppo presentati, l’amministrazione si riserverà di individuare localizzazioni puntuali ritenute idonee o di proporre siti di proprietà comunali alternativi a quelli proposti dal gestore. Nel caso non fosse disponibile un’area comunale, si demanderà al gestore l’individuazione di un sito privato.

Il regolamento inoltre indica anche “aree sensibili”, di cui si dovrà tenere conto in fase di localizzazione dell’impianto: si tratta essenzialmente di aree destinate ad attrezzature sanitarie ed assistenziali pubbliche e private, aree che ospitano strutture scolastiche, zone di parco classificate a e riserve naturali. 

"Siamo arrivati a questo regolamento dopo un percorso complesso, frutto di un lavoro che non solo si è avvalso di competenze del settore altamente specializzate, ma ha potuto contare anche sul confronto e il contributo dei cittadini attivi sul tema – commenta l’assessore all’ambiente Anna Montini – La bozza di regolamento infatti è stata trasmessa ai comitati che ci hanno aiutato nell’elaborazione conclusiva del testo, suggerendo modifiche e integrazioni, diverse di queste accolte e inserite nel testo".

Con il nuovo regolamento l'amministrazione comunale di Rimini intende mettere a regime "una pianificazione ordinata, capace di tenere conto sia le richieste degli operatori e la necessità di garantire un’adeguata e avanzata rete di servizi sul territorio in particolare nella prospettiva di superare il digital divide, sia la tutela della salute pubblica e le esigenze di tutela dei siti di valore naturalistico e storico".

A gennaio 2023 il regolamento sarà dunque integrato con il programma dei nuovi impianti richiesti dai gestori per il 2023, sulla base delle richieste pervenute al comune a settembre 2022.  "Ogni anno, quindi, a fine anno, si avrà il quadro completo dello stato di fatto, dei programmi di sviluppo dei gestori e del ventaglio di ipotesi di localizzazione degli impianti, in modo da determinare una pianificazione attenta e condivisa”, chiosa l'assessore.



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