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Maiolo, la vedova di Tonino Guerra contro maxi allevamento polli: 'Devasterà la Valmarecchia'

Lora Guerra invita l'amministrazione comunale di Maiolo a fare retromarcia: 'La bellezza salverà il mondo'

Attualità Maiolo | 12:48 - 07 Dicembre 2022 Il vecchio allevamento del gruppo Arena, demolito dal nevone del 2012 Il vecchio allevamento del gruppo Arena, demolito dal nevone del 2012.


Da Lora, moglie di Tonino Guerra, un appello al sindaco di Maiolo, a tutti i sindaci della Valmarecchia, al presidente della Provincia di Rimini e al presidente della Regione Emilia Romagna affinché venga bloccato il progetto del nuovo allevamento intensivo Fileni, la nota azienda marchigiana specializzata in carni bianche, che sarà realizzato a Maiolo, ai confini con Novafeltria. 

Nell'incipit di una lettera aperta pubblicata oggi (mercoledì 7 dicembre), Lora cita un verso di Tonino Guerra: "Per danaro più che per ignoranza, abbattiamo il nostro passato e non sappiamo che stiamo distruggendo il nostro futuro”. E ricorda quando i sindaci della Valmarecchia fecero visita al poeta poco prima della sua morte. In quell'occasione lui ricordò che la Valmarecchia aveva due tesori: il fiume e la strada, con tutto ciò che gli sta dentro e intorno. "In quell’occasione lanciò ancora una volta il suo appello: Se state uniti per voi sarà più facile difendere la bellezza di cui la Valmarecchia è piena e chiede ogni giorno di essere salvaguardata, una bellezza naturale e paesaggistica, architettonica e monumentale, storica e culturale che è il nostro petrolio e la nostra ricchezza”.

Invece, accusa Lora Guerra, "dobbiamo prendere atto che sta accadendo il contrario". Partendo dei lavori del metanodotto fino alla notizia sulla realizzazione dello stabilimento Fileni. "Stanno crescendo enormemente quei grattacieli orizzontali, come li chiamava Tonino, che distendono il loro orrendo bianco come le dentiere sui nostri monti e lungo le pendici delle colline su cui sorge San Leo”. Capannoni che, rispetto al vecchio stabilimento crollato nel 2012 sotto il peso dello storico "nevone", aumenteranno (saranno 19), "trasformando e deturpando completamente l’area interessata".

La vedova del maestro incalza: "E questo per riempire le nostre pance con carne piena di ormoni e di rabbia, quella di quei poveri uccelli tenuti prigionieri senza spazio vitale al loro interno come nei lager. E tutti abbiamo in mente il bel cartone animato Galline in fuga che ne fa la parodia.  Sappiamo anche che gli allevamenti intensivi sono classificati come industrie nocive e che per questo necessitano dell’individuazione di zone specifiche per la loro localizzazione e che sono necessari sia pareri della Sovrintendenza riguardo alla correlazione tra impianto e paesaggio, che permessi specifici ai vari livelli, sia varianti ai piani regolatori, basti citare qui solo la vicinanza al fiume Marecchia". 

La domanda è "se questo sia un bene per l’ambiente, per la valle, per gli abitanti delle aree interessate, per la vivibilità, per la viabilità, per il turismo e chiediamoci a chi risponde questa necessità non giustificata". Tutto ciò "mentre sta crollando il mondo appeso sull’orlo di una terza guerra mondiale".

I capannoni del nuovo stabilimento, evidenzia Lora Guerra, saranno "dei giganteschi bunker per bombardare da là, sotto la storica Rocca di San Leo, i nostri occhi e quelli dei tanti viaggiatori che vengono a visitare la Valle devastando, deturpando il paesaggio e togliendo ad esso per sempre la sua straripante bellezza, unica ricchezza che non perde mai valore". 

In merito agli sviluppi occupazionali, la vedova di Guerra accusa: "Sappiamo tutti che all’interno di questi allevamenti tutto funziona in modo automatizzato e che non è richiesto personale umano in gran numero, perché per fare tutto bastano pochissime unità, che si contano sulle dita di una mano. E non si aggiunga che porterà ricchezza perché la ditta è una multinazionale mentre a chi abita e amministra qui toccherà far fronte ai tanti disagi che insorgeranno ambientali, strutturali e sociali, quali l’ulteriore aggravamento del traffico, dei rumori, della manutenzione delle strade e dei servizi e moltissimi altri".

La lettera si conclude con l'appello all'amministrazione comunale di Maiolo affinché riveda il progetto: "La bellezza salverà il mondo - ripeteva il poeta - non dobbiamo dimenticarlo, se la distruggiamo, distruggiamo noi stessi".


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