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Un Fiorenzuola da rispettare, un 4-3-3 da non abiurare e la sindrome che affligge l'ambiente riminese

Rimini Calcio, la sconfitta con il Fiorenzuola brucia, ma ci sono segnali positivi

Sport Rimini | 15:15 - 04 Dicembre 2022 Il gol decisivo di Frison in Fiorenzuola Rimini FACEBOOK Il gol decisivo di Frison in Fiorenzuola Rimini FACEBOOK.



di Riccardo Giannini


A leggere i commenti di parte del tifo, quello che andiamo raccontandovi non è un campionato di Serie C. É una sorta di Uisp con la diretta web, di partite tra scapoli e ammogliati, di partite da nazionale cantanti, ma senza beneficenza.

Per fortuna non è così. 

Fiorenzuola - Rimini è stata una partita ricca di contenuti dal punto di vista agonistico, tecnico e tattico. I rossoneri di casa hanno mostrato la loro parte meno spettacolare e più cinica, segno di una mentalità forte, forgiata dal loro bravo allenatore Tabbiani; il Rimini ha offerto una delle migliori prestazioni stagionali. Troppo facile derubricare tutto come già avvenuto per Pontedera - Rimini: "Loro fanno schifo, noi che abbiamo perso di più". Davanti al Fiorenzuola bisogna invece togliersi il cappello perchè quei 31 punti non sono frutti di "miracolo" o di "caso". Hanno concesso occasioni, ma non è la prima volta, non a caso hanno un portiere, Battaiola, tra i migliori del girone. Ma hanno giocato con sei under (cinque con Currarino in campo e sei con Frison nel finale), senza la colonna difensiva Cavalli e senza Quaini. La squadra di Tabbiani ha qualità, ha giovani di prospettiva e non è lassù per caso. La verità è che Fiorenzuola fa rima con programmazione: e quando si vedono esempi di vera programmazione, non ci si vuole credere. 

Il Rimini ha meno punti in classifica di quelli che poteva avere. Come l'anno scorso, soffre i calci piazzati degli avversari. Ma il problema principale, secondo me, non è tecnico; è quel nervosismo che pervade l'ambiente e che si manifesta con una pioggia di cartellini gratuiti. Serve più serenità, serve probabilmente anche qualche taglio a una rosa sovrabbondante. Con il cuore più sgombro da pensieri, le gambe girano meglio. Dal campo qualche segnale positivo c'è. Pasa e Rossetti sono in crescita, Piscitella fa ferro e fuoco sulla fascia, nella consapevolezza che non sarà mai giocatore da 20 gol, come le capacità tecniche farebbero pensare. Il vento tornerà a soffiare in direzione favorevole al Rimini. In via XX Settembre 1870 da due anni è stata avviata una rivoluzione e si sono poste le basi per una programmazione. Vincente  o perdente, lo vedremo.

In corso d'opera ci sono ritocchi e correzioni, le prime da fare saranno nel mercato di gennaio perché gli acquisti si possono azzeccare (Zaccagno e Santini su tutti), ma anche sbagliare (aspettiamo prima di fare nomi definitivamente, per evitare di essere smentiti nelle prossime tre partite). Ma è bene evitare abiure: quella del 4-3-3 sarebbe stata insana. Cambiare schema per affrontare un avversario è una risorsa in più, mettere in soffitta lo schema della promozione e delle prime brillanti prestazioni stagionali è forse una decisione presa sotto la pressione di un ambiente passionale ed entusiasmante, ma affetto da un nostalgismo per tempi che non torneranno mai più e quindi dalla paura della sconfitta. Conseguenza principale, la sindrome del ridimensionamento sfrenato: "Tutti fanno schifo, noi facciamo ancora più schifo". La stessa sindrome che ha trasformato Gaburro da allenatore migliore della galassia e capopopolo a colpevole principale da allontanare all'istante.





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