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Anche gli Evaporiti di San Leo tra i Gessi regionali candidati a Patrimonio Unesco

Conclusa la visita della Commissaria Unesco, sono sette i siti che costituiscono il "Carsismo nelle Evaporiti e Grotte dell’Appennino Settentrionale"

Attualità Emilia Romagna | 12:13 - 29 Novembre 2022 Grotta del Rio Strazzano, piccolo affluente sulla destra idrografica del Fiume Marecchia ubicato a nord di San Leo Grotta del Rio Strazzano, piccolo affluente sulla destra idrografica del Fiume Marecchia ubicato a nord di San Leo.

Una settimana di sopralluoghi ed incontri per conoscere da vicino lo straordinario patrimonio ambientale, storico e culturale dei Gessi emiliano-romagnoli. Si è conclusa la visita della commissaria Unesco Gordana Beltram in Emilia-Romagna, un passaggio previsto dalla procedura che, in caso di esito positivo, potrà portare  la prossima estate all’ambito ingresso nella Lista del Patrimonio mondiale dell’Umanità 2023.

Per la Commissaria, che è stata ricevuta dal presidente della Regione Stefano Bonaccini e dall’assessora regionale alla Programmazione territoriale e parchi Barbara Lori, un’occasione per toccare con mano un fenomeno dalle caratteristiche uniche come il “Carsismo nelle Evaporiti e Grotte dell’Appennino Settentrionale”, ma anche per incontrare le comunità locali.



“Con grande orgoglio abbiamo illustrato alla signora Beltram le caratteristiche dei Gessi emiliano-romagnoli, un fenomeno studiato in tutto il mondo e di grande suggestione oltre che di indubbio interesse scientifico, testimonianza insostituibile dell’evoluzione della Terra  – hanno sottolineato l’assessora Lori e il presidente Bonaccini -. Una candidatura quella emiliano-romagnola di alto profilo e con le carte in regola per concorrere a un così prestigioso riconoscimento. Una scelta che ci onora e dalla quale potrebbe arrivare un’ulteriore occasione di valorizzazione e di promozione del nostro patrimonio ambientale”.

Sono sette i siti che costituiscono il “Carsismo nelle Evaporiti e Grotte dell’Appennino Settentrionale” tra  le province Reggio Emilia, Bologna, Rimini e Ravenna: Alta Valle Secchia, Bassa Collina Reggiana, Gessi di Zola Predosa, Gessi Bolognesi, Vena del Gesso Romagnola, Evaporiti di San Leo, Gessi della Romagna Orientale. Aree accomunate dalla presenza di rocce che si sono formate nel corso dei millenni in seguito all’evaporazione delle acque marine che ricoprivano queste zone e alla concomitante concentrazione dei sali minerali tra cui  appunto il gesso.

La decisione del Consiglio  direttivo della Commissione nazionale italiana per l’Unesco di proporre il carsismo emiliano-romagnolo come candidatura italiana alla Lista del Patrimonio Mondiale per il 2023 è del gennaio scorso. L’iter di valutazione si concluderà nell’estate del 2023 con il pronunciamento definitivo del Comitato internazionale Unesco.

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