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Morta per un tumore non diagnosticato, medico incapace di intendere e volere

Il giudice ha emesso una sentenza di non luogo a procedere perché l'imputato era malato

Cronaca Rimini | 09:00 - 29 Novembre 2022 Archivio Archivio.

Una malattia neurodegenerativa, insorta nel 2012, lo avrebbe reso incapace di intendere e volere, e quindi di effettuare delle diagnosi corrette. Il medico oggi 80enne, accusato di omicidio colposo, non si accorse di un tumore al seno scambiato per una ciste di una sua paziente 50enne che poi morì nel 2018 a causa del cancro. Nei confronti dell'oncologo, che per anni ha operato in una struttura privata del Riminese, è stata emessa una sentenza di non luogo a procedere. Un errore che, come ha evidenziato il difensore dell’oncologo, sarebbe nato proprio dalle precarie condizioni di salute del medico. Secondo i familiari, l’oncologo avrebbe sottovalutato i sintomi della donna, tenuto conto che la madre, alcuni anni prima, era deceduta per lo stesso motivo, ovvero per colpa di un tumore alla mammella. Esclusa la responsabilità penale dell'80enne, inizia ora il contenzioso in sede civile, con la richiesta di risarcimento danni sia nei confronti della struttura sanitaria sia nei confronti del medico.








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