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Rimini Calcio, quanto manca Gabbianelli. Troppe assenze in attacco

Per Gaburro il miglior Rimini della stagione: parole di consolazione verso l'ambiente

Sport Rimini | 09:08 - 27 Novembre 2022 Gianmarco Gabbianelli (foto Zamagni - Rimini FC) Gianmarco Gabbianelli (foto Zamagni - Rimini FC).



di Riccardo Giannini

"Prima del 2-0 è stato il miglior Rimini della stagione",
ha detto Gaburro in conferenza stampa, al termine della gara persa 2-0 con la Reggiana. Ho elogiato qualche mese fa l'approccio del mister, la lucidità delle sue analisi, ma in questo caso, senza voler compiere reato di lesa maestà e pur riconoscendo la buona prestazione del Rimini del primo tempo, penso che, prima di un'analisi, abbia speso parole consolatorie per tirare su il morale a se stesso, alla squadra e all'ambiente.

Personalmente non rinnego certe valutazioni fatte sul Rimini. I 4 punti dal quinto posto occupati dal Siena non sono pochi, ma neppure tanti. Avevo pronosticato un campionato di vertice per il Rimini, anche in virtù del mancato impiego di under, ma dal primo all'ultimo opinionista o tifoso, c'era uniformità nel riconoscere, nel girone, la presenza di tre squadre destinate ad "ammazzare il campionato", di un altro blocco di squadre agguerrite per i playoff e di un altro blocco destinato a lottare per la salvezza.  Certamente il Rimini avrebbe potuto fare meglio, non peggio. Non tutto è andato secondo i piani. Soprattutto non si poteva pronosticare la sequenza di infortuni che ha decimato l'attacco, a cui si sono aggiunti cartellini presi ingenuamente dagli uomini più rappresentativi, Vano e Santini. É questo il problema principale del Rimini. Le assenze di Gabbianelli sono pesantissime, perché Gabbianelli non ha alter ego nell'organico. Il n.10, quando è in condizione, cuce il gioco tra centrocampo e attacco, arretrando imposta e apre il gioco per gli inserimenti di Laverone e Delcarro, micidiale negli inserimenti senza palla (guarda caso quando Gabbianelli non c'è, Delcarro si "normalizza"). Gabbianelli aggiunge qualità, dribbling, inventa il passaggio smarcante. In qualche partita può avere difficoltà se aggredito in possesso di palla, ma nel complesso, quando Gianmarco è in forma, il Rimini è più squadra. 

Per questo il Rimini di ieri non è stato il miglior Rimini della stagione. Perché è stato complessivamente prevedibile, perché mancavano le giocate di qualità sulla trequarti. Sereni e Vano hanno cantato e portato la croce, il secondo però è stato cercato solo con i "lancioni" e i cross dalle fasce non si sono proprio visti. Tonelli e Pasa hanno giocato un ottimo primo tempo, in particolare l'ex Pordenone. Ma a inizio ripresa il Rimini non aveva lo stesso brio del primo tempo. E la giocata di Guiebre al 60' ha fatto spegnere la luce, anche perché sul 2-0 si doveva pensare ai prossimi due impegni di campionato. A Imola la luce si è spenta da un pezzo, quantomeno, perché con la nuova proprietà la maggior parte dei giocatori sa che probabilmente a gennaio vestirà un'altra maglia. Ma la partita di martedì servirà per conquistare tre punti significativi per raddrizzare la rotta della nave; per risolvere i problemi in maniera più incisiva servirà recuperare pienamente i giocatori del reparto offensivo.

Tornando alla partita di ieri, la Reggiana ha giocatori di categoria superiore, ma complessivamente come gioco non mi ha convinto. Il buon primo tempo del Rimini è stato anche demerito dell'avversario. É anche vero però che i campionati si vincono con partite come queste. Non capisco invece questa delegittimazione del Pontedera, squadra giovane e arrembante (e che giovani: Cioffi, Ladinetti, Aurelio, Siano, Shiba). Per i toscani arriveranno momenti di crisi e il bottino attuale di punti sarà fondamentale per evitare guai: questo darà ancor più valore al lavoro dell'allenatore Canzi. Al Rimini in effetti in questo momento manca anche un po' quell'entusiasmo che in squadra portano soprattutto i giocatori giovani, quelli che magari sbagliano qualcosa, ma poi accendono la partita con una giocata di qualità. 


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