Mercoledý 07 Dicembre06:57:55
Android
 | 
iOs
 | 
Mobile

Riccione Teatro, Lucrezia Lante della Rovere allo Spazio Tondelli

Domenica 27 alle 17 l'attrice sarà in scena con 'Le donne di Malamore'

Eventi Riccione | 12:05 - 24 Novembre 2022 Lucrezia Lante della Rovere - foto Fabio Iovino Lucrezia Lante della Rovere - foto Fabio Iovino.

Dopo il monologo di Alessandro Preziosi che ha inaugurato La bella stagione - Spazio Tondelli on the go lo scorso 11 novembre, la programmazione di Riccione Teatro prosegue domenica 27 novembre (Sala Granturismo, ore 17:00) con Lucrezia Lante della Rovere e Le donne di Malamore.

Lo spettacolo, pensato per andare in scena il 25 novembre in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, è stato rinviato a domenica pomeriggio a causa di un’indisposizione della protagonista.

In questo lavoro, tratto dal libro di Concita De Gregorio Malamore. Esercizi di resistenza al dolore (Giulio Einaudi Editore, 2017), l’attrice viaggia tra i volti, i suoni e i sapori di una narrazione multipla senza perdere di vista il senso di un racconto civile che parla al tempo presente senza deroghe o digressioni. Si racconta di donne comuni, ma anche di donne celebri, vittime della violenza di padri, mariti, estranei, che vanno incontro alla vita, capaci di sopportarla con lievità e determinazione. E sul palcoscenico con voce, corpo e anima, prendono vita quelle passioni, ardite e celate, quei gesti quotidiani capaci di cambiare il corso delle cose. Uno spettacolo che riesce a scuotere, commuovere, divertire e far riflettere.

Le donne di Malamore ci porta a conoscere tra le altre Dora Maar, la compagna di Picasso, sopravvissutagli pur di potergli infliggere il giusto castigo: il suo perdono; la prostituta bambina, per la quale “è una fortuna non essere femmine, perché le femmine vivono solo 12 anni”; Concita, che si sente a disagio quando dicono che le donne non vanno toccate neanche con un dito, perché le donne vanno toccate con tutte le dita, basta farlo con cura; la prima moglie che sopravvive a Barbablù, perché non si rifiuta di vedere l’orrore e riesce ad attraversare l’inferno; Luo, la giovane cinese che riesce a trovare un accordo con le decine di aghi sparsi nel suo corpo. Il loro talento è quello di tener duro e riuscire a trasformare il dolore in forza. Sono i gesti ordinari, alla fine, che rendono straordinarie tutte queste storie.

La lettura scenica, come detto, è tratta dal libro di Concita De Gregorio di cui l’autrice racconta: “Malamore è un libro che ha una forza che cresce col passare degli anni: cresce perché resta intatta, nel tempo, la vera domanda che lo anima. E la domanda non è perché gli uomini si sentano tanto spesso autorizzati a esercitare violenza – verbale, fisica, psicologica – sulle donne che sostengono di amare. La vera questione – mi pare, piuttosto – è perché le donne non siano in grado di respingere la violenza, quando la riconoscono. Cosa le induce, cosa ci induce a sopportare il crescendo di umiliazioni, le piccole angherie domestiche, le prepotenze pubbliche che sempre preludono a un epilogo tragico? Cosa ci fa credere di poter cambiare, accogliere, domare la minaccia? C’è un oscuro sentimento profondo che si nutre di sensi di colpa, raccontano le tante storie di donne – celebri, anonime – che come stelle cadenti illuminano la scena del delitto. Esercizi di resistenza al dolore, recita il sottotitolo. Forse la chiave è qui: nella confidenza che le donne hanno col dolore, la palestra che serve a trasformarlo in forza”.

< Articolo precedente Articolo successivo >