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Vessazioni sul luogo di lavoro, a Rimini 12 donne si sono rivolte alla Consigliera di Parità

I dati riguardano i primi 10 mesi del 2022, lettera aperta della Consigliera di Parità Adriana Ventura

Attualità Rimini | 12:26 - 23 Novembre 2022 Immagine di repertorio Immagine di repertorio.

Nella giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, la Consigliera di Parità della provincia di Rimini Adriana Ventura scrive una lettera aperta ricordando "tutte le donne uccise per mano di chi diceva di amarle e a tutte le donne ancora “prigioniere” nelle proprie case affinché sappiano trovare il coraggio di “uscire” dalle costrizioni e da ogni forma di violenza".  La Consigliera segnala che nei primi 10 mesi del 2022 si sono rivolte 12 donne lavoratrici "subordinate e non, che hanno raccontato di essere state, o di esserlo ancora, vittime di violenze psicologiche e vessatorie, che si manifestano anche con trasferimenti “discriminatori” o mancate concessioni di turni che possano favorire il ruolo di madre e lavoratrice".
Nella lettera Ventura ricorda il ruolo di Consigliera di Parità "prevenire e a contrastare ogni forma di violenza, soprattutto nei luoghi di lavoro." 

"Dal punto di vista sociale, la violenza si inserisce poi all’interno di dinamiche che riguardano il luogo in cui si vive, i servizi e il posto di lavoro" continua la Consigliera "Il termine “violenza” comprende tutte le forme di abuso, cioè di comportamento che degrada, umilia o danneggia la dignità, il valore o la salute dell’uomo: questa è la sua  definizione, in base alla Convenzione del 2019 sulla violenza e le molestie nel mondo del lavoro (art. 1), recentemente ratificata anche dall’Italia: l’espressione «violenza e molestie» nel mondo del lavoro indica un insieme di pratiche e di comportamenti inaccettabili, o la minaccia di porli in essere, sia in un’unica occasione, sia ripetutamente, che si prefiggano, causino o possano comportare un danno fisico, psicologico, sessuale o economico, e include la violenza e le molestie di genere."
"In realtà" conclude Ventura "oggi ci troviamo ancora davanti a storie di trasferimenti e di limitazioni di mansioni di donne, proprio in quanto madri; storie di violenza e molestie sessuali come quella di “Chiara” (nome fittizio) dipendente di un Ente locale, per questo condannato nei giorni scorsi. Queste storie non devono svanire nel silenzio, ma risvegliare la coscienza di ciascuno di noi: ne va del concetto stesso di civiltà."







                                   

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