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Cipolla dell'acqua di Santarcangelo, Coldiretti: 'non dimenticare le tradizioni'

Il riconoscimento della Denominazione comunale d'origine mantiene 'vivo il rapporto con la terra ed i suoi prodotti'

Attualità Santarcangelo di Romagna | 09:34 - 23 Novembre 2022 Immagine di repertorio Immagine di repertorio.

Dopo che la Giunta Comunale ha approvato il disciplinare per il riconoscimento della Denominazione comunale d'origine (DeCO) alla cipolla dell'acqua di Santarcangelo già due aziende agricole associate Coldiretti : la società agricola L'Arcangelo di Squadrani Edoardo s.s. e l'azienda agricola D'Elia Cono hanno presentato la richiesta per la concessione del logo da utilizzare per la produzione, promozione e commercializzazione del prodotto.

Un riconoscimento, quello della De.Co.  – hanno evidenziato il Presidente di Coldiretti Rimini, Guido Cardelli Masini Palazzi e il Direttore Alessandro Corsini – che contribuisce  a mantenere vivo il rapporto con la terra ed i suoi prodotti, ma anche a volgere uno sguardo al passato senza essere nostalgici. Con queste iniziative – ha aggiunto Cardelli Masini Palazzi - si esalta il mondo rurale, la tradizione, la civiltà contadina, come decisa esortazione a vivere il presente tenendo bene a mente gli insegnamenti del passato che, soprattutto di questi tempi, sono ancor più fondamentali e rappresentano le basi su cui costruire la consapevolezza necessaria a ripartire.

Tutti parlano di cibo - sottolinea il Direttore Corsini  - ma spesso sembra che questo non sia collegato all'agricoltura e questo importante evento serve anche per ribadire che se si fermano gli agricoltori  non arriverà più cibo sulle nostre tavole, le terre resteranno incolte, desertificate, un grave danno per l'ambiente che rischia il dissesto idrogeologico.

 

Da uno studio presentato da Coldiretti  - precisa Il Direttore Corsini risulta che nonostante l'impegno degli agricoltori delle antiche produzioni mancano all'appello una trentina di razze tra mucche, maiali e pecore e il 95 per cento delle antiche varietà di grano è andato perduto. In Italia nel secolo scorso si contavano 8.000 varietà di frutta, mentre oggi si arriva a poco meno di 2.000 e di queste ben 1.500 sono considerate a rischio di scomparsa anche per effetto dei moderni sistemi della distribuzione commerciale che privilegiano le grandi quantità e la standardizzazione dell'offerta.

 

Tutto il merito, afferma il Vice Direttore di Coldiretti Rimini Giorgio Ricci va riconosciuto all'Amministrazione del Comune di Santarcangelo che identifica il valore dell'agricoltura come elemento fondamentale per la Comunità e la salvaguardia di una varietà di ortaggio  di una volta, è una prova esemplificativa per non dimenticare le nostre  tradizioni e la nostra  cultura che in un momento come questo in cui prima la crisi pandemica, poi la crisi economica ci ha fatto riflettere sulla necessità di investire su alcuni valori che non conoscono erosione quali  la socialità, l'amicizia, la famiglia, la spiritualità nelle varie espressioni culturali e religiose; l'agricoltura è la rappresentazione di questi ideali in quanto conserva la solidità e la coerenza dei nostri modelli di identità e di valori.

 

Anche dal punto di vista economico – conclude Ricci - le iniziative come questa servono per invertire una volontà e un meccanismo che da anni ha portato all'omologazione dei prodotti senza distinzione di chi lo produce, della qualità e stagionalità, offerto, appunto, in grandi quantità che di fatto ha declassato il cibo a merce qualsiasi. 

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