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Giro di anabolizzanti da due milioni, un arresto e 10 indagati

Indaga la Procura di Rimini, sequestrati 300 mila euro

Cronaca Rimini | 11:46 - 19 Novembre 2022

Decine di migliaia di medicinali e di anabolizzanti sequestrati, al termine di undici perquisizioni, a San Marino, in provincia di Rimini, in provincia di Pesaro Urbino, ma anche a Roma, Genova e in altre province del nord Italia. É il bilancio di un'indagine della Procura di Rimini condotta dal Sostituto Procuratore Davide Ercolani e dai Carabinieri del Nas. In manette è finito un sammarinese per l'ipotesi di reato di ”attentato alla salute pubblica mediante la fabbricazione, corruzione, adulterazione, messa in circolazione di sostanze alimentari o medicinali" ex art 242 del codice penale sammarinese. In un magazzino riconducibile all'uomo, i Carabinieri e la Gendarmeria hanno sequestrato ingenti quantitativi di nandrolone, steroidi, testosterone e altri anabolizzanti, del valore totale di 2 milioni di euro. Tutto sequestrato, assieme a 300.000 euro, somma ritenuta il provento di spaccio.

Gli inquirenti hanno ricostruito una struttura che esportava in Italia le sostanze dopanti e stupefacenti, utilizzando dei centri di distribuzione locale.  Cinque persone di nazionalità italiana, destinatarie del medesimo decreto di perquisizione, sono state infatti trovate in possesso di analoghe sostanze anabolizzanti e steroidi, a riprova della vendita illegale anche al di fuori dei confini dello Stato sammarinese.

L'indagine è scaturita dal monitoraggio di spedizioni postali dirette in Italia dalla Repubblica di San Marino, già oggetto di precedenti sequestri per un ammontare di 2,5 kg di nandrolone (sostanza stupefacente e anabolizzante, rinvenuto all'interno di plichi di corrispondenza estera diretti al gruppo criminale) e del contestuale arresto in flagranza di reato di uno dei componenti del sodalizio.

Le analisi chimico-tossicologiche esperite hanno evidenziato un ulteriore elemento di pericolosità riguardo alle sostanze poste in vendita, rappresentato sia dalla ricorrente realizzazione di miscelature tra più prodotti, sia dalla presenza di sostanze (come la sibutramina) bandite dal commercio poiché nocive e responsabili, in altre circostanze, di episodi di decessi, nonché di intossicazioni epatiche e renali. L'effettiva responsabilità degli indagati sarà vagliata dalle indagini, che sono tuttora in corso.


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