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Parco Eolico, comune di Rimini chiede distanza maggiore delle 18 miglia

Le osservazioni presentate al Ministero della transizione ecologica: 'Interventi compensativi insufficienti'

Ambiente Rimini | 14:59 - 09 Novembre 2022 Archivio Archivio.


Il comune di Rimini chiede ufficialmente, nelle osservazioni inviate al Ministero della transizione ecologica, che il parco eolico della ditta Energia Wind 2020 venga realizzato a una distanza superiore delle 18 miglia. L'ulteriore allontanamento richiesto ridurrebbe del tutto l'impatto visivo dell'opera. 

Il progetto di Energia Wind 2020 prevede la realizzazione di un impianto eolico offshore della potenza complessiva di 330 MW, prodotta da 51 aerogeneratori di 6,5 MW di potenza ciascuno, di altezza massima dal medio mare compresa in un range di 210-202 metri e con diametro del rotore di 180 metri e la realizzazione di una stazione elettrica su piattaforma marina collegata agli aerogeneratori con cavi sottomarini interrati. Dalla stazione elettrica un cavo sottomarino raggiunge terra e si congiunge al cavo terrestre interrato per raggiungere la stazione utente.  In merito l’amministrazione comunale chiede una maggiore profondità (almeno 2 metri) di interramento del cavo dell’elettrodotto in mare nel tratto prossimo alla costa, per evitare interferenze con le attività di pesca delle vongole. 

Per le opere a terra, il comune di Rimini chiede di prevedere il collegamento con la centrale elettrica di Terna totalmente tramite cavo interrato, al fine di limitare ulteriormente l’impatto visivo, evitando invece il collegamento in modalità aerea, considerato il contesto ad alta vocazione paesaggistica e agricola dell’area. 

Nel parere invitato al Ministero della transizione ecologica il comune di Rimini ha infine sottolineato che quanto proposto da Energia Wind 2020 in termini di interventi compensativi risulti “ampiamente insufficiente rispetto alla portata dell’operazione sia in relazione alla dimensione economica, sia in relazione al reale impatto sul territorio del comune di Rimini”, l’unico ad essere interessato anche da opere a terra.

L’amministrazione comunale ribadisce come sia prioritario “individuare azioni compensative concrete che incidano realmente sul contesto socio-economico e ambientale del comune e del territorio interessato, rivolte principalmente alla riduzione dei consumi energetici da fonti non rinnovabili, mettendo a disposizione della comunità locale parte dell’energia prodotta dall’impianto, e al contenimento dei costi degli approvvigionamenti energetici”, ad esempio attraverso la creazione di comunità energetiche rinnovabili, con l’installazione di impianti fotovoltaici su edifici pubblici. Queste azioni dovranno principalmente essere indirizzate verso utenze pubbliche (ospedali, scuole, impianti di pubblica illuminazione, strutture sportive, sistemi di trasporto pubblico) e utenze a basso reddito. 


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