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Aeroporto Rimini, crescono i passeggeri ma i numeri del 2019 sembrano lontani

L'ad Corbucci: 'Ma entro fine 2022 supereremo i numeri del 2019, anche senza Russia e Ucraina'

Attualità Rimini | 14:14 - 02 Novembre 2022 Archivio Archivio.


Al 31 ottobre 2022 l'aeroporto Fellini di Rimini ha superato i 200.000 passeggeri: dopo i primi tre mesi dell'anno in cui l'aeroporto è stato chiuso per lavori, i passeggeri totali sono stati 204.600, a cui si aggiungono 2997 passeggeri appena nati e quindi non paganti. A ottobre 2022 sono stati 26.521, di cui 243 di aviazione generale. All'appello, precisano i gestori di AiRiminum 2014, mancano circa 1000 passeggeri per voli cancellati per lo sciopero dei controllori di volo. 

Il 2019 rimane ancora lontano: i primi dieci mesi del 2019 registrarono 365.106 passeggeri, il calo nel 2022 è stato del 45%. A ottobre 2019 i passeggeri furono 34.270, tre anni dopo il calo è stato del 23%. 

“L'estate si è conclusa con un discreto risultato industriale, che sarà ulteriormente rafforzato con circa 15 mila passeggeri da qui a fine anno – commenta Leonardo Corbucci, amministratore delegato di AIRiminum 2014 – considerando che all’appello mancano i circa 250 mila passeggeri del 2019 provenienti dalla Federazione Russa, Ucraina e Bielorussa (che rappresentavano circa il 65% del portafoglio) e i passeggeri degli altri mercati, che a seguito del Covid, non sono ancora tornati a volare al Fellini (esempio i tedeschi".

"Il mercato domestico conta oggi solo il 18% del portafoglio (che scenderà al 17% a fine anno) con il grosso dei volumi provenienti da mercati esteri  - prosegue Corbucci -  in prevalenza dall’Est Europa, a dimostrazione dell’importante e fondamentale ruolo del Fellini nell’internazionalizzazione del turismo della Riviera e dei vari territori romagnoli".

"Il risultato importante da rimarcare anche quest’anno è che, pur con le gravi difficoltà che hanno colpito il settore aeroportuale in generale e il Fellini in particolare, la gestione raggiunge la piena sostenibilità economica e finanziaria di bilancio, che poi è l’unica garanzia per i vari stakeholder di continuità industriale e aziendale nel tempo dell’infrastruttura e quindi della sua capacità di generare i vari benefici attesi dal territorio. L’obiettivo per il 2023 – conclude Leonardo Corbucci – è  superare i 400 mila passeggeri del 2019, nonostante l’assenza dei nostri mercati tradizionali (russo, ucraino)”.


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