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Arte digitale, criptoarte e AI: nuove tecnologie a servizio della creatività

Anche il campo dell’arte ha aperto verso nuovi orizzonti, in campo tecnologico e digitale

Attualità Nazionale | 12:21 - 15 Settembre 2022 Arte digitale, criptoarte e AI: nuove tecnologie a servizio della creatività

Stiamo vivendo in un’epoca dove la tecnologia affianca molte attività di tipo lavorativo, ludico e della performance. Anche nello sport sono stati inseriti degli accorgimenti tecnologici volti a migliorare la qualità del lavoro svolto dagli arbitri, si pensi ad esempio alla Var nel calcio professionistico, l’instant replay del basket e il coach challenge. Sono degli accorgimenti volti a chiarire la posizione di fuorigioco, se la palla è terminata fuori o dentro e via dicendo. In campo professionale abbiamo recentemente fatto i conti con il concetto di lavoro da remoto e abbiamo familiarizzato con lo smart working. Anche il campo dell’arte ha aperto verso nuovi orizzonti, in campo tecnologico e digitale.
Si parla sempre più spesso di “criptoarte” e di funzionalità di software sempre più duttili e performanti, tanto che dall’inizio del 2022 sono state pubblicate delle applicazioni per quanto riguarda l’AI capaci di ottenere un effetto “vero”, nel campo della fotografia, degli effetti speciali visivi e di altro ancora per il settore della grafica computerizzata.

L’uso degli effetti speciali visivi nel cinema contemporaneo

Sono stati percorsi passi da gigante, in questo campo, se si pensa a quando cineasti come George Lucas, Steven Spielberg e ancora James Cameron e Peter Jackson, rompevano le regole della produzione hollywoodiana classica, aggiungendo nelle loro opere un massiccio utilizzo di effetti speciali visivi, spesso contribuendo a realizzarli e a crearli di sana pianta. C’è sempre stato a livello di critica cinematografica un gran parlare e una distinzione netta, quasi manichea tra gli avventori e i sostenitori degli effetti speciali e quanti si dicevano invece contrari, fino ad alzare vere e proprie barricate contro questa nuova forma di intrattenimento, legato appunto a un utilizzo massiccio della tecnologia.

La criptoarte: che cos’è?

Per criptoarte si intende oggi quella forma artistica basata sul circuito virtuale delle criptovalute, ma nel contempo anche sull’arte propriamente crittografica. Ne fanno parte molte opere digitali o digitalizzate. A livello tecnico un‘opera crypto è un contenuto digitale, che verrà caricato su una piattaforma di scambio, dove verrà valutata, quotata, scambiata o venduta. Già nel 2017 con la possibilità di acquistare e vendere gattini digitali questo argomento è diventato popolare, anche perché alcune singole opere sono state valutate oltre 120 mila dollari. Si parlò appunto di NTF e la compravendita avveniva tramite criptovalute. L’opera digitale più costosa è stata battuta per la cifra record di 69 milioni di dollari. Il suo autore, Beeple, vero nome Mike Winkelmann era un bravo illustratore statunitense, ora diventato il terzo artista vivente più quotato in termini globali.

Il videogioco va visto come una forma d’arte?

Come abbiamo accennato in precedenza, se il cinema che ha fatto un uso massiccio degli effetti speciali visivi è stato per lungo tempo poco considerato dalla critica più intellettuale e colta, per il campo della videoludica sono serviti decenni per dare il giusto valore a creativi, programmatore e autori di giochi. Eppure già nel corso degli anni ottanta e dei novanta soprattutto, sono stati prodotti e rilasciati giochi che si potevano considerare vere e proprie opere d’arte. Dove per arte visiva intendiamo qualcosa che non sia esclusivamente uno svago e un passatempo, ma qualcosa di più. Non si tratta solo del valore commerciale e mercantile dell’opera in sé, argomento che per la musica popolare è stato al centro sempre di grandi e intensi dibattiti. La videoludica ha attraversato diverse fasi, in termini di innovazione, rivoluzione e apporto dato dalle nuove tecnologie digitali. Dai mondi virtuali al 3D, fino alla possibilità di interagire non più tramite joypad, ma con guanti che simulano una realtà virtuale. Realtà virtuale che di recente è stata sviluppata anche per il settore del gambling online con il gioco del blackjack per quello che potrebbe diventare un casinò in realtà aumentata con gli utenti che vi accedono direttamente da casa e che si potranno muovere dentro la sala virtuale, come se fosse un’esperienza reale.
Un balzo in avanti netto se si pensa che questo settore muoveva i primi passi nella seconda parte degli anni Settanta in piccole zone della California, del Giappone e di altri luoghi tra loro non collegati di questo nostro pianeta.

Conclusioni

Di recente il magazine Wired ha pubblicato un interessante reportage con il provocatorio titolo sul fatto che l’intelligenza artificiale potrebbe essere una minaccia per i lavori creativi. In effetti la possibilità di generare immagini, foto e grafiche semplicemente attraverso l’utilizzo di un algoritmo, segna una svolta per il campo delle arti grafiche. Di contro c’è da dire che per ottenere risultati davvero validi e che possano essere commercializzati e quindi fruibili, deve esserci sempre la supervisione di una persona esperta, competente e creativa. Diciamo che bisogna iniziare a collaborare e a stabilire dei legami con la tecnologia attuale, se si vuole restare aggrappati al treno delle nuove tecnologie usate per il lavoro creativo. Finché Skynet e le macchine non si ribelleranno e inizieranno una guerra contro il genere umano, come sosteneva James Cameron nel suo cult movie anni novanta, Terminator 2! Ironia a parte, questo è davvero un nuovo Rinascimento per quanto riguarda la tecnologia digitale e il suo utilizzo in campo grafico e artistico.
  
  

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