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Cattolica, un nuovo alloggio per accogliere le donne vittime di violenza

Un'ulteriore misura protettiva  che arricchisce l’offerta dei servizi di accoglienza e protezione

Attualità Cattolica | 11:10 - 09 Settembre 2022 Foto di repertorio Foto di repertorio.


Attenzione massima alle azioni di prevenzione e contrasto a qualsiasi forma di violenza di genere. É in questa direzione uno degli ultimi atti della giunta comunale di Cattolica che, durante una recente seduta, ha deciso di rendere disponibile un alloggio per la realizzazione di un nuovo servizio di accoglienza delle donne vittime di violenza nelle situazioni di emergenza, in accordo con le forze dell’ordine, i pronto soccorsi e il pronto intervento sociale. Un'ulteriore misura protettiva  che arricchisce l’offerta dei servizi di accoglienza e protezione già operanti sul territorio per la lotta alla violenza di genere, che comprendono il CAV (Centro Antiviolenza Distrettuale) “Chiama ChiAma”, i presidi distrettuali nei Comuni di Coriano, San Clemente, Misano Adriatico, San Giovanni in Marignano, Riccione e  Morciano di Romagna, una casa rifugio a indirizzo segreto e il numero 335-7661501 attivo h24.

L’assessore alle pari opportunità del comune di Cattolica, Claudia Gabellini, si dice felice di rappresentare le volontà degli amministratori locali, che in sede di comitato di distretto hanno approvato all’unanimità il nuovo servizio - nel comune impegno a proseguire le azioni a contrasto alla violenza di genere. “Tale impegno , reso possibile grazie alla collaborazione con l’Assessore Nicola Romeo e del settore delle Politiche sociali,  conferma il perseguimento del “Protocollo d’intesa per la prevenzione e il contrasto delle violenze nei confronti delle donne” promosso dalla Prefettura di Rimini", spiega la Gabellini. "In questo modo il Comune di Cattolica, facendo squadra con gli altri comuni del distretto, ha dato un ulteriore segnale di ferrea condanna al fenomeno della violenza domestica e di sostegno alle vittime, armonizzando i servizi locali agli indirizzi distrettuali e regionali, anche alla luce delle importanti innovazioni legislative promosse a livello nazionale”.

Anche la vicesindaca di San Giovanni in Marignano e vicepresidente del comitato di distretto, Michela Bertuccioli, commenta positivamente la notizia parlando di "un ulteriore segno concreto di attenzione e risposta ad un fenomeno che si mostra ancora troppo spesso nella sua drammaticità e complessità”. “La rete di professionisti e di relazioni tra amministratori, centri Antiviolenza, forze dell'ordine e cittadini si sta rafforzando e richiede investimento e stimolo continuo", spiega. "In parallelo, con questo passaggio andiamo ad implementare di un ulteriore tassello gli spazi a disposizione di servizi sempre più specifici nella ricerca di una maggiore efficacia degli interventi nel contrasto alla violenza di genere. Un ringraziamento va sicuramente al Comune di Cattolica per la disponibilità sempre dimostrata nel reperire spazi, come già accaduto per il centro antiviolenza e casa rifugio. Tutti i Comuni del Distretto sono uniti su questo tema ed il continuo aumento di servizi ed iniziative dimostra che si è determinati nel fare la propria parte”.

Daniela Angelini, sindaca di Riccione e presidente del comitato di distretto, evidenzia come “prosegua il nostro impegno al contrasto alla violenza nei confronti delle donne. Sono solo di una settimana fa i dati sempre più allarmanti che riguardano l’Italia: secondo le statistiche basate sulle chiamate al 1522, in dieci anni è triplicato il numero delle vittime. Nel 2020 sono raddoppiate rispetto all'anno precedente a causa delle restrizioni in casa imposte dal covid, per poi avere un calo del 20% nel 2021. Declinando il fenomeno per regione l’Emilia-Romagna è settima per chiamate di aiuto. È quindi fondamentale continuare a dare questo importante servizio alle donne e credo che si possa fare ancora di più. Il nostro impegno è massimo. Il Comune di Riccione sta istituendo una nuova Commissione Pari Opportunità che si occuperà anche della parte culturale del fenomeno. La violenza sulle donne non è un fatto privato ma coinvolge ognuno di noi. Si tratta di un problema collettivo e tutti dobbiamo impegnarci perché non accadano più fatti drammatici”.


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