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Costo del latte alle stelle, Federconsumatori Rimini: 'Entro fine anno 2 euro al litro'

Gli aumenti sono determinati dal caro energia e dal rincaro del packaging

Attualità Rimini | 10:42 - 07 Settembre 2022 Foto di repertorio Foto di repertorio.


I costi di energia e mangimi alimentari fanno schizzare alle stelle il prezzo del latte: +6,59% rispetto al 2021. Lo riporta Federconsumatori Rimini. In generale i prodotti lattiero caseari segnano un aumento del +7,9%: "Recentemente - commenta Federconsumatori Rimini - due grandi aziende del settore lattiero-caseario hanno lanciato l’allarme di imminenti aumenti sul latte fresco e sui formaggi, a causa dei rincari della produzione. Rincari a cui assistiamo da tempo, che secondo gli scenari prospettati dalle aziende, in mancanza di interventi decisi da parte del Governo, spingeranno il costo del latte, entro fine anno, a oltre 2 euro al litro".

Gli aumenti sono determinati dal caro energia, dalla crescita del costo dei prodotti alla base dell’alimentazione animale (su cui incide negativamente anche la siccità), nonché il forte rincaro del packaging, con carta e plastica in aumento costante da mesi. Una situazione di difficoltà che sta colpendo fortemente le aziende zootecniche: secondo una recente nota di Coldiretti quasi un allevamento su dieci è in una situazione così critica da portare alla cessazione dell'attività per l'impennata dei costi. In un anno, stando ai dati di Assolatte, il prezzo del latte alla stalla è aumentato del +50%. Tra i banconi del supermercato, invece, il costo del latte è cresciuto rispetto al 2021 del +6,59%. Se invece guardiamo nel complesso al costo dei prodotti del settore lattiero-caseario, è aumentato rispetto allo scorso anno del +7,9%. I rincari “record” riguardano la robiola senza lattosio (+18,29%) e la robiola (+16,78%). Notevole anche l’aumento del parmigiano reggiano al pezzo (+15,28%), oltre a quello grattugiato (+13,70%). 

I prodotti senza lattosio, sempre più diffusi e consumati, riportino dei costi ancora estremamente cari rispetto agli equivalenti con lattosio (salvo rare eccezioni): mediamente costano il +11.59%. "Di fronte a questa situazione la difficoltà delle famiglie cresce ogni giorno, tanto da condurle a modifiche nelle proprie abitudini di consumo, se non a delle vere e proprie rinunce", evidenzia Federconsumatori Rimini, che chiede "un intervento del Governo teso, da un lato, a sostenere le famiglie che si trovano in condizioni di maggiore difficoltà, dall’altro, a rimodulare, temporaneamente, l’aliquota IVA sui beni primari, azzerandola del tutto". In tal l’Osservatorio Federconsumatori ha elaborato una proposta di revisione delle aliquote su una serie di prodotti essenziali (chiedendo l’azzeramento su pane, pasta e cereali, latte, formaggi, uova, frutta e verdura; nonché un’aliquota del 4% su carne e pesce): in questo modo una famiglia media (di 2,5 componenti) otterrebbe un risparmio annuo di 531,57 euro.


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