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Presidente provincia Rimini, 'Entroterra non si sta spopolando'

La nota di Riziero Santi sul dibattito creato dalle parole del sindaco

Attualità Valmarecchia | 17:04 - 31 Agosto 2022 Immagine di repertorio Immagine di repertorio.

Il Sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad è intervenuto nei giorni scorsi portando l'attenzione sulla "distanza tra centro e aree marginali anche nella provincia di Rimini". Partendo dalla chiusura di alcuni sportelli bancari nei comuni collinari, il sindaco ha allargato il discorso rilfettendo sulla "progressiva rarefazione delle corse e l’incremento dei costi del trasporto pubblico per chi vive al di fuori della realtà metropolitana. Il risultato è quello che osserva ognuno di noi quando, magari nei fine settimana, si reca in uno dei comuni dell’entroterra. Belli, bellissimi, suggestivi ma evidentemente a principale ‘trazione turistica’. Calo demografico evidente, sempre meno servizi, sempre meno residenti soprattutto giovani perché sempre meno sono i servizi."
"Occorrerebbe pensare alle aree marginali non come piattaforma a cui togliere servizi (pubblici e privati) allorché scatta la parola ‘razionalizzazione’, ma territori sui quali investire" dice ancora il Sindaco.

Nel dibattito è intervenuto Riziero Santi in qualità di presidente della provincia di Rimini, ma anche come "diretto" interessato in quanto sindaco di Gemmano, comune dell'entroterra.

"Bisogna dire che il nostro entroterra" dice Santi nella nota stampa "in realtà non conosce un fenomeno di spopolamento. Molti comuni, se si considera l'ultimo ventennio, sono a saldo positivo. In Valconca la popolazione residente cresce del 23% in alta Valmarecchia cala ma non più del 4,7% in media, con punte negative a Casteldelci, Pennabilli, Montecopiolo e Sant'Agata Feltria, dove peraltro si stanno concentrando gli investimenti maggiori per le aree interne."

Per Santi è necessario affermare la "vocazione che sappia coniugare ambiente e sviluppo economico e sociale. Uno degli obiettivi fondamentali del nuovo Piano di Area Vasta, il cosiddetto PTAV, che stiamo elaborando come Provincia, è certamente quello di promuovere l'equilibrio e l'equità territoriale sostenendo in primis l'accesso universale ai servizi fondamentali e connaturati all'essere abitanti di un "unico consorzio sociale".

Fondamentale un'alleanza tra territori "che riconosca il giusto valore alla alta qualità ambientale dell'entroterra che fornisce benefici utili a tutta la comunità provinciale.

Riconoscere l'importanza dei benefici ecosistemici comporta l'attivazione di azioni concrete a sostegno dei territori maggiormente esposti al declino demografico e occupazionale e presuppone la creazione di un fondo solidale, alimentato da più fonti, che richiede un ruolo attivo proprio dei Comuni più "ricchi" quali soprattutto quelli costieri a partire dal capoluogo."

"Si tratta" continua Santi "di comporre le risorse necessarie a sostenere la creazione di servizi in loco fortemente innovativi (dagli hub multiservizi di vallata, alle strutture di co-working, ai servizi flessibili di mobilità, al welfare di comunità) attraverso il coinvolgimento delle comunità locali e nel presupposto del rafforzamento delle infrastrutture digitali."

Un territorio non diviso ma da considerare e gestire "come un corpo unico che offre occasioni di vita e lavoro sia lungo la costa che nelle aree interne, costituendo un sistema che valorizza l'ambiente e che punta alla sostenibilità, un valore fondante che va coniugando nelle politiche del lavoro, nelle scelte della mobilità e in quelle energetiche, componendo un quadro di nuovi piani urbanistici capaci di una visione strategica, pensati per le esigenze dei cittadini, coniugando lavoro e cura della persona ma anche del territorio."


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