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Rimini: in aumento le imprese del mare, +1,6% in un anno

Sono 5.563 le imprese della provincia riminese dei settori dell’economia del mare

Attualità Rimini | 12:50 - 29 Agosto 2022 Il porto canale di Bellaria Igea Marina Il porto canale di Bellaria Igea Marina.

Gli ultimi dati disponibili circa le attività della “Blue Economy”, l’economia del mare, confermano il ruolo centrale di tali attività nel sistema economico dell’area Romagna – Forlì-Cesena e Rimini, con rilevanza nella presenza di imprese, di occupati e di creazione di ricchezza, oltre a svolgere un ruolo di moltiplicatore del valore aggiunto del territorio.

Al 31 dicembre 2021 nel territorio Romagna (Forlì-Cesena e Rimini) sono presenti 7.012 imprese registrate nei settori dell’economia del mare (in aumento dell’1,4% rispetto al 2020), che costituiscono l’8,6% del totale delle imprese, incidenza ampiamente superiore a quella regionale (3,1%) e nazionale (3,7%). Circa l’80,0% delle imprese in esame opera nel comparto del turismo (alloggio e ristorazione) e nelle attività sportive e ricreative afferenti al mare.

Il valore aggiunto dell’anno 2020 (ultimo disponibile), prodotto dalle imprese della “Blue Economy”, ammonta a un miliardo di euro (-34,8% rispetto al 2019) e rappresenta il 5,2% della ricchezza dell’intera economia (2,3% in Emilia-Romagna, 3,4% in Italia).
Il 39,3% della ricchezza generata dall’economia del mare deriva dal comparto del turismo; seguono le attività della filiera della cantieristica (20,5%), le attività sportive e ricreative afferenti al mare (16,8%), le attività di ricerca e tutela dell’ambiente marino (12,7%) e la filiera ittica (6,6%). L’economia del mare copre il 7,5% degli occupati totali del territorio.

Economia del mare: focus provinciale Rimini

Al 31 dicembre 2021 in provincia di Rimini sono presenti 5.563 imprese registrate nei settori dell’economia del mare (in aumento dell’1,6% rispetto al medesimo periodo del 2020), che costituiscono il 13,8% del totale delle imprese registrate, incidenza ampiamente superiore a quella regionale (3,1%) e nazionale (3,7%). Circa i due terzi (il 64,2%) delle imprese afferenti alla “Blue Economy” della provincia opera nel settore dell’alloggio e ristorazione (turismo), il 20,3% nel comparto delle attività sportive e ricreative afferenti al mare, il 7,6% nella filiera ittica, il 5,1% nella filiera della cantieristica e l’1,9% nei servizi di trasporto merci e passeggeri via mare.

Il valore aggiunto dell’anno 2020 (ultimo disponibile), prodotto dalle imprese della “Blue Economy”, ammonta a 666,3 milioni di euro (-41,5% rispetto al 2019) e rappresenta il 7,8% della ricchezza dell’intera economia (2,3% in Emilia-Romagna, 3,4% in Italia). Il contributo maggiore per l’anno in esame è fornito dal comparto del turismo (48,5% del totale) che ha registrato, per le note ragioni del periodo pandemico del 2020, una contrazione pari al 54,9% della ricchezza generata; seguono poi le attività legate allo sport e alla ricreazione (che generano il 21,5% del valore aggiunto del comparto economia del mare), le attività della filiera della cantieristica (10,2%), le attività di ricerca, regolamentazione e tutela ambientale (10,1%), le attività della filiera ittica (5,0%) e i servizi di trasporto via mare (4,8%).

L’economia del mare Riminese copre il 13,2% degli occupati totali della provincia.
La provincia di Rimini è la seconda in Italia (dopo La Spezia) per incidenza delle imprese della Blue Economy; si posiziona al decimo posto a livello nazionale (su 107 province) per incidenza del valore aggiunto e al terzo posto per incidenza degli occupati.

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